Momoko Gill fra elettronica e jazz

Il debutto solista di Momoko Gill conferma il talento della musicista londinese

EB

31 marzo 2026 • 3 minuti di lettura

Momoko
Momoko

Momoko Gill

Momoko

Strut Records 2026

Momoko è l’album che segna il debutto come solista di Momoko Gill, un altro nome uscito da quella fucina di talenti che è il Total Refreshment Centre di Hackney, quartiere nella parte nord-est di Londra: 11 brani tra elettronica e jazz che la confermano un personaggio tra i più interessanti della scena londinese odierna.

Lo ammetto, dopo averla vista due volte accompagnare dal vivo Alabaster DePlume aspettavo con curiosità questo disco; non solo, negli ultimi tre anni ha collaborato spesso con l’artista di culto Matthew Herbert dando alla luce progetti eccellenti.

Procediamo con ordine: è il 2023 quando Alabaster DePlume mette in circolazione l’ottimo Come with Fierce Grace, al cui interno spicca “Did You Know”, uno dei vertici dell’intera raccolta affidato alla voce di Momoko, autrice anche del testo.

Ancora 2023 e Momoko si cimenta col remix di “The Horse Is Here”, brano di Matthew Herbert.

L’anno successivo è la volta di “Fallen”, una collaborazione con Matthew Herbert che, col suo sviluppo ipnotico, diventa un piccolo culto della scena underground londinese.

Giugno dello scorso anno ed ecco la collaborazione tra i due sulla lunga distanza: Clay, argilla, materia da plasmare con libera eleganza.

Sono stati anni di importanti collaborazioni, oltre a quelle già citate: tra gli altri scorrono i nomi di Tirzah, Coby Sey e del poeta-rapper Nadeem Din-Gabisi con cui ha realizzato l’EP An Alien Called Harmony in cui ha potuto mettere in mostra le sue doti di polistrumentista. Questo lavoro è stato accompagnato da un film di 8 minuti che vi propongo.

Batterista autodidatta, cantante, autrice e produttrice, Momoko Gill ha affinato le sue doti nel corso di lunghi tour in cui si è cimentata alla batteria, alle tastiere e alla voce. Residente a Londra ma cresciuta tra Giappone e Stati Uniti, riesce a canalizzare quest’ampiezza di prospettive nelle sue storie musicali.

Con questo lavoro Gill si posiziona sotto i riflettori con un progetto interamente suo: sebbene si possano percepire influenze jazz, cantautorali ed elettroniche, l'artista cesella il proprio suono attraverso l'istinto e l'espressività piuttosto che la tradizione.

Le undici tracce che contribuiscono alla realizzazione dell'album esplorano un vasto spettro sonoro e nella sua totalità l'opera è ricca di groove e riflessioni personali e poetiche, offrendo un'esperienza in cui immergersi completamente, dall'iniziale “Satellite” ai groove incalzanti di contrabbasso e percussioni, fino al pianoforte delicato e alla voce RnB sognante di “No Others”, brano caratterizzato da una cadenza imbevuta di jazz, o i magnifici flauto e arpa di “Heavy”, pezzo riflessivo e ricco di armonie, mentre “Shadowboxing” mette in mostra un suono oscuro e provocatorio. 

“When Palestine Is Free” è un pezzo imponente che supera i 6 minuti e che vede la partecipazione di un coro di 50 persone, inclusi nomi del calibro di Shabaka Hutchings, Ruth Goller, Soweto Kinch e i già citati Alabaster DePlume, Matthew Herbert e Coby Sey.

Have we come to see / We're only free when Palestine is free / Long as we may breathe / We turn to heal the rhythm to the sea / No more rest in peace.
“When Palestine Is Free”

C’è ancora spazio per “Test a Small Area”, uno strumentale inquietante, ricco di effetti sonori bizzarri e un ritmo zoppicante, mentre “2close2farr”, con il suo schema ripetitivo di accordi di pianoforte, torna a un sapore più rassicurante e soul.

Dopo il brano “River”, l'album si chiude con “Ineffably”, un delicato congedo al pianoforte che invita a distogliere lo sguardo dalla "frequenza della paura": «C’è una frequenza della paura / sempre in agguato come un’ombra / ma questa volta distogli lo sguardo, distogli lo sguardo».

Un debutto jazz e soul raffinato, intelligente e sperimentale, una registrazione profondamente personale e poetica che mette in mostra l'intera visione artistica di Momoko Gill, presentata con la sua voce autentica. Un debutto sensuale, gentile, sottile, ricco di sfumature e sorprendentemente maturo.