La musica meticcia di Lido Pimienta
Con Caribenya l’artista colombiana in Canada completa il percorso avviato da La Belleza
17 luglio 2026 • 3 minuti di lettura
Lido Pimienta
Caribenya
Dopo l’ambizioso La Belleza, uscito lo scorso anno, Lido Pimienta pubblica adesso Caribenya, gemellato al precedente su doppio vinile: “È il suo contrappunto, dove ho potuto essere meno cerebrale e divertirmi di più”, ha spiegato la poliedrica artista di origine colombiana.
In un certo senso, lo si potrebbe considerare un fratello minore: non tanto per la volumetria quasi identica (otto canzoni in poco più di mezz’ora, in questo caso) quanto per la dotazione strumentale molto più snella (la volta scorsa aveva intorno l’imponente Orquesta Filarmónica de Medellín).
Il nuovo lavoro si riconnette così a La Papessa (2016) e Miss Colombia (2020), nei quali il folklore afrolatino era rivisitato in chiave contemporanea: dischi di notevole successo in Canada, dal 2005 sua patria adottiva, rappresentata qui da Nelly Furtado, che duetta con lei nell’accattivante “Hoy por Tí”. Il titolo della raccolta allude a un’altra musicista, poiché il neologismo creato partendo dal Caribe è completato dal nome dell’elusiva diva ambient irlandese Enya, oggetto di venerazione da parte di Pimienta: “Ho sempre ammirato il suo atteggiamento da ‘non me ne frega un cazzo di nessuno’ e mi sono domandata cosa succederebbe se andasse nei Caraibi a fare festa insieme ai miei amici dalla pelle scura”, ha raccontato giorni fa a “The Guardian”.
Magari danzerebbe al ritmo della cumbia digitale plasmata dal produttore argentino Pedro Canale, alias Chancha Via Circuito, responsabile nella circostanza dell’incalzante “Marea” (pretesto sonoro per esprimere fierezza erotica: “Non c’è donna con un culo simile e questo faccino”) e al mixer pure in “Libélula”, quando l’autrice – affiancata dalla portoricana Ana Macho e da un rapper non identificato – disegna l’asse matrilineare costituito dalle “donne che mi hanno visto crescere” ed esteso in “Así Nací” alla figlia Martina, debuttante al microfono accanto alla madre. Quel brano termina con “un invito a donare amore”, evidenziando il tema conduttore dell’album. In apertura ecco dunque l’eloquente “Arrúllame” (“Cullami”), reso elegiaco dagli archi arrangiati da Owen Pallett e animato da un moderato crescendo elettronico che ne asseconda lo slancio sentimentale (“Mi nascondo dentro di te come un grande segreto”). Il tono idilliaco viene contrastato immediatamente da “Tóxica”, cumbia con decorazioni d’arpa e invitante cadenza sintetica: “Vuoi sempre di più, non conta nessun altro, solo tu e la tua insicurezza”, recita l’atto di accusa.
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A dispetto dell’atmosfera sognante, il “Talento” descritto nella traccia omonima è sintomo anch’esso di una relazione nociva: ”E poi ci sei tu, con il talento di essere infelice, tu con il talento di farmi soffrire” e perciò “questa è l’ultima canzone per te, l’ultimo film”.
All’epilogo, “No Me Quiero Ir” rispecchia nitidamente la duplicità della condizione amorosa: sostenuta dal coro femminile della nativa Baranquilla, la protagonista confessa con voce squillante un disagio (“Forse ora posso sparire”, dice il verso iniziale) che tuttavia non recide il legame (“Non voglio andarmene”, perché – conclude – “non è mai troppo tardi per ricominciare ad amare”).
Emotivamente intenso, Caribenya evita di replicare la maestosità dell’appariscente predecessore, offre un ascolto confortevole e consolida il profilo di Lido Pimienta: una Rosalía senza glamour ma con altrettanta sostanza.