I Calibro 35 alla (ri)scoperta di Paolo Renosto

L'etichetta 19m40s dedica un disco al compositore fiorentino Paolo Renosto, alias Lesiman, tra contemporanea colta e library music

Calibro 35 - Paolo Renosto - Lesiman
Calibro 35
Disco
oltre
Calibro 35 + Esecutori di Metallo su Carta
Lesiman, in arte Paolo Renosto
19'40''
2019

In una sorta di gioco di eteronimi che avrebbe fatto la gioia di Fernando Pessoa, la storia di Paolo Renosto racconta bene la confluenza di mondi apparentemente lontani in una piccola galassia di originalità.

Come per molti colleghi della stessa generazione – Renosto, morto improvvisamente nel 1988, era del 1935 e inizia a comporre nei primi anni Sessanta – convivono in lui il compositore “colto” legato alle avanguardie e il musicista “di servizio”, che produce sonorizzazioni sotto pseudonimo.

Condurre questa sorta di doppia vita, essere un nome – non tra i più famosi in questo caso – legato alla Musica Nuova Italiana del periodo e un eteronimo library non era certo il peccato di un singolo: da Ennio Morricone a Egisto Macchi, sono diverse le storie di compositori che hanno trovato sfogo alla propria creatività in un terreno remunerativo e in fondo “protetto” come quello delle musiche che poi sarebbero andate a commentare documentari sul disagio urbano o servizi del radiogiornale sulla siccità.

Allievo di Luigi Dallapiccola e poi attivo anche all’interno di Nuova Consonanza, il fiorentino Renosto ha attraversato la storia della musica in Italia sui solidi binari di quella contemporanea accademica sempre più noncurante di una relazione con l’esterno, ma lavorando con istituzioni e mondo popolare (dirigerà l’orchestra della trasmissione Gran Premio, abbinata alla Lotteria Italia, nel 1963/4) e incidendo con lo pseudonimo Lesiman alcuni interessanti lavori per l’etichetta Vedette di Armando Sciascia.

Cose come i volumi di Here And Now  o High Tension (che in originale su Discogs vengono venduti a caro prezzo) sono dei “classici” del genere, perfettamente evocativi, nei titoli e nelle atmosfere, del mood cupo e pessimista degli anni Settanta.

Meno celebrata – d’altronde il mondo della Nuova Musica è sempre stato il regno di “prime e ultime esecuzioni” – la sua produzione colta, sebbene interessante per l’irrequietezza verso alcuni “obblighi” stilistici e una progressiva apertura all’improvvisazione e a un linguaggio meno in linea con il “regime” accademico.

Alla figura di Renosto/Lesiman dedicano un bellissimo lavoro i Calibro 35 e gli Esecutori di Metallo su Carta, che per l’etichetta 19m40s hanno in qualche modo riunito i diversi aspetti della musica del compositore fiorentino.

Holst verso il futuro con 19'40''

Con uno stimolante rovesciamento della prospettiva sin dal titolo, Lesiman, in arte Paolo Renosto, che sovverte la gerarchia in nome di una differente fruibilità della creazione musicale come è sempre stato nelle progettualità di Enrico Gabrielli e soci, il disco raccoglie infatti sia la rilettura di alcuni temi di Lesiman – affidati al tiro cinematico dei Calibro 35 – che l’esecuzione di composizioni come “Presenza n.2” per clarinetto solo, “Per Marisa T., pianista” per pianoforte.

I due mondi fluiscono cosi con naturalezza: le tensioni funk cinematiche e le volute del clarinetto di “Presenza” raccontano in fondo lo stesso scenario, un mondo industriale teso e voglioso di essere plasmato, che con la coda dell’occhio scorge minacce e crepe. 

Bella riscoperta!

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