Erykah Badu & The Alchemist, canzoni prima dell'Apocalisse

Il rientro in grande stile di Erykah Badu, accompagnata dal beatmaker The Alchemist

EB

08 settembre 2026 • 5 minuti di lettura

Foto di Mason Rose
Foto di Mason Rose
Copertina
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Erykah Badu & The Alchemist

Before the World Blows: The Abi and Alan Experiment

Control Freaq Records 2026

L'incontro tra Erykah Badu e The Alchemist rappresenta una collisione perfetta tra la regina del neo-soul e uno dei produttori hip-hop più influenti e costanti di questo terzo millennio. Before the World Blows: The Abi and Alan Experiment si muove lungo questo confine, trasformando il senso di apocalisse imminente suggerito dal titolo in uno spazio di sospensione, meditazione e, quel che più ci interessa, profondo groove.

Le produzioni di The Alchemist offrono il terreno ideale per la vocalità eclettica di Badu: campioni oscuri, trame soul rallentate e batterie essenziali, gommose e polverose che lasciano respirare la voce. Erykah Badu si muove tra registro parlato, improvvisazioni jazz e linee melodiche ipnotiche, alternando riflessioni socio-politiche, spiritualità urbana e il suo inconfondibile black humor.

A leggere le interviste uscite su alcuni giornali, questo incontro è stato per anni una sorta di sogno nel cassetto per entrambi, mai realizzatosi per i motivi più svariati. Nel 1997 The Alchemist - all'epoca solo Alan Daniel Maman -  era un roadie diciannovenne per i Cypress Hill, che erano l'attrazione principale con George ClintonOutkast e, ovviamente, Badu, dello Smokin’ Grooves tour . «Ero davvero un suo fan, scendevo tra la folla e guardavo il suo show ogni sera. Non avrei mai pensato neanche in un milione di anni che un giorno sarei riuscito a fare musica con lei».

Ed ecco che finalmente i due sono riusciti a conciliare le rispettive agende e a dare vita a questo lavoro: 16 canzoni per una durata complessiva superiore all'ora. Le prime avvisaglie si ebbero a giugno dello scorso anno quando "Next to You", brano costruito impiegando un sample di "The Realest" di Mobb Deep e Kool G Rap e prodotto appunto da The Alchemist, fece irruzione nelle nostre orecchie.

Una coesione sonora eccezionale e una chimica naturale tra la produzione vintage e minimale di The Alchemist e la vocalità vulcanica di Badu sono senz'altro i punti di forza di questa prima collaborazione, ribaditi nella prova sulla lunga distanza entrata in nostro possesso a fine agosto e articolata in neo-soul psichedelico, downtempo e campionamenti lo-fi avvolgenti.

L'album sceglie di non rincorrere le tendenze contemporanee, puntando invece su un'atmosfera intima e senza tempo. Before the World Blows funziona come un manifesto di resistenza culturale attraverso la musica: un'opera matura - e non potrebbe essere diversamente, vista la statura dei due musicisti -, densa di sfumature, che riconferma la grandezza di due figure chiave della musica afroamericana contemporanea.

Erykah Badu e The Alchemist in studio - dal profilo Instagram di Erykah Badu
Erykah Badu e The Alchemist in studio - dal profilo Instagram di Erykah Badu

Il progetto alla base del disco esplora il senso di urgenza e di apocalisse imminente, contrapposto al desiderio di trovare serenità, connessione ed espressione artistica prima dell'inevitabile declino finale. I temi sono diversi, alcuni dei quali presenti in più canzoni, e dunque proviamo a orientarci: "Echos" stabilisce l'atmosfera cosmica e al tempo stesso polverosa del disco. The Alchemist utilizza brevi estrapolazioni di vinili rari e percussioni scarne per lasciare spazio alla voce fluida di Erykah, in questo episodio influenzata dal gospel. Il messaggio iniziale riflette sull'impatto della memoria e della voce che sopravvivono allo scorrere del tempo.

Un'altro tema è quello della resistenza urbana, sviluppato in un brano chiave come "I Just Play a Part" (con DJ Creole Princess, Westside Gunn e Joi), in cui la narrazione si sposta verso il contrasto tra l'asfalto della strada e la trascendenza spirituale. Badu sottolinea l'accettazione del proprio ruolo nell'universo, mentre le strofe crude di Westside Gunn offrono un contrappunto terreno al tono sognante della traccia.

"Witch Doctor" spinge l'acceleratore sulle radici soul, afro-futuriste e jazz. Erykah affronta il tema della guarigione personale e collettiva, posizionandosi come una figura sciamanica che tenta di mettere in guardia il mondo prima della sua fine simbolica o fisica. Una curiosità che ho scoperto solo recentemente: dal 2006 è in possesso di una doula certification, vale a dire è un'assistente non sanitaria che offre supporto emotivo e pratico alle donne e alle loro famiglie durante la gravidanza, il parto e il post-partum. Il brano ha avuto il compito di precedere di qualche giorno la pubblicazione dell'album ed è accompagnato da un video di una decina di minuti. 

Negli ultimi brani del disco la produzione rallenta ulteriormente verso sonorità quasi ambient e richiami al soul psichedelico, e nella traccia finale "Black Box" - un'invettiva contro la dipendenza dai cellulari, argomento già esplorato nel suo mixtape del 2015 But You Caint Use my Phone - compare il sax di Kamasi Washington. Ho già nominato alcuni ospiti ma all'elenco aggiungo anche quelli di SteveLacy (uno degli artisti preferiti delle due figlie di Erykah), ThundercatEarl Sweatshirt e DRAM in "Valentine", uno dei miei brani preferiti dell'intera raccolta.

Perché ci ho messo così tanto a realizzare un nuovo disco? Perché è importante raccogliere i dati, le informazioni, caricarne il più possibile. Ma quando mi rendo conto di avere troppa roba, la scarico attraverso la scrittura dei testi.
Erykah Badu, intervista concessa a The Guardian


La produzione di Alan Daniel Maman si destreggia tra loop tenebrosi, rullanti densi, campioni di jazz/soul oscuri, texture analogiche "sporche" e tagli netti, mentre la voce di Erykah Badu alterna improvvisazioni vocal jazz, stratificazione di armonie vocali, recitato poetico e cambi improvvisi di registro, elementi che contribuiscono alla creazione di un'atmosfera immersiva, notturna, intimista e con un forte carattere afrofuturista.

Nel suo complesso l'opera rappresenta una sorta di testamento artistico in cui la fine imminente non è vista con terrore, ma come il momento perfetto per esprimere la verità pura attraverso la musica. Before the World Blows ha il suo maggior punto di forza nella sintonia perfetta tra la produzione di The Alchemist e il timbro di Erykah Badu, dando origine ad atmosfere immersive e ricercate. Siamo di fronte a un disco profondo e meditativo che si rivela tra le collaborazioni più affascinanti dell'anno nel panorama neo-soul e hip-hop e che si candida con forza a entrare nella mia Top 10 di fine anno.

P.S. Erykah Badu sarà a Milano per due concerti il 19 e il 20 ottobre, in occasione di JAZZMI: porterà il suo progetto IMEHO - An Intimate Experience with Erykah Badu, dove i protagonisti saranno il pianoforte, le percussioni e la sua voce.