Trent'anni di Trallalero

Il Gruppo Spontaneo Trallalero si racconta in un bel cd per Felmay

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Gruppo Spontaneo Trallalero CantöRiöndo / Trent'anni in cerchio Felmay

Raccontano molte leggende nordiche sedimentate nell'immaginario, ognuna con la sua buona dose di piccole variazioni, che quando una persona, per distrazione o per incidente, finisce nel “cerchio dei folletti”, il tempo continuerà a scorrere fuori dal cerchio, ma non lì, dove la persona ballerà un'eterna danza nel profluvio di musiche fornite dagli esserini magici.

È una metafora della durata della musica popolare oltre il tempo, a scavalcare i limiti delle generazioni, a ribadire che certi elementi reiterabili e formulaici, per usare qualche riferimento antropologico, devono sfidare l'avvicendarsi delle primavere e degli inverni, restando riconoscibili. Da un trentennio esatto la Liguria conosce uno splendido, palpitante “cerchio del canto” che scavalca il tempo: quello immaginato esattamente trent'anni fa dal Gruppo Spontaneo di Trallalero. Nato “per acclamazione” in un ristorante di Cravasco, frazione di Campomorone, provincia di Genova, e da lì mille volte rinsaldatosi a far volare volute di canto gonfie di armonici in ogni angolo del mondo.

La particolarità della squadra è che sin dagli esordi la voce di contralto (cöntraetö) è appannaggio della musicista e ricercatrice Laura Parodi, un fatto tutt'altro che inedito però nella storia del Trallalero, considerato (a torto) solo vicenda polifonica maschile. Parodi, anzi, è uno dei tre fondatori originali, perché le squadre di trallalero, come molti sanno, conoscono avvicendamenti e seguono le pieghe delle vicende personali di ognuno, in un continuo gioco di apporti e sottrazioni spesso deciso dal destino.

CantöRiöndö / Trent'anni in cerchio è una cavalcata sonora entusiasmante e spesso commovente, al riascolto di voci che non ci sono più, nei sei lustri di storia della Squadra. In diversi casi i nastri originali che conservavano le voci sono dovuti passare per il forno, per essere salvati e successivamente digitalizzati: manovra rischiosa, ma che preserva quanto rischiava l'oblio.

Il cd è assai equilibrato, offrendo un perfetto spaccato del modus operandi del Gruppo Spontaneo Trallalero, un'azione che conosce due direttrici complementari: riscoprire canti finiti nel dimenticatoio per i più svariati motivi, sotto la macina del tempo, valorizzare dall'altra parte gli apporti di composizione originali, garantendo così nuova linfa e ossigeno alla strutturata compagine di tenori, baritoni, contralto, voce detta “chitarra”, bassi. Troverete dunque qui ad esempio un superbo arrangiamento di "Dolcenera" di De André, opera del Maestro Laruccia: e chi non crede che la crepuscolare storia dell'alluvione di Genova possa essere debitamente ed efficamente “trallalerizzata” come capitò anche, nel secondo dopoguerra, a "In The Mood", non ha che da mettersi in ascolto, ed emozionarsi.

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