Il film più disturbante di Ennio Morricone

Una ristampa in vinile per riscoprire la colonna sonora di Morricone per L’ultimo treno della notte

L'ultimo treno della notte
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Il filone dei rape and revenge movies – storicamente “iniziato” da La fontana della vergine di Bergman e che annovera film rilevanti come Cane di paglia, Irréversible o L’ultima casa a sinistra accanto a una folta schiera di b-movies – è senza dubbio tra i più disturbanti del cinema degli ultimi decenni.

– Leggi anche: Ripensare Morricone

La rappresentazione, più o meno efferata, di abusi sessuali e sadistici, cui segue una vendetta altrettanto cruenta, porta con sé non solo alcuni dei più basilari luoghi comuni della perversione visiva (sesso, sangue, morte, vendetta), ma si è rivelata anche un delicato terreno di studio per studiose e studiosi desiderosi di rintracciare in questa materia delle traiettorie tra femminismo, moralismo, psicologia, estetica, gender politics.

(Il contributo più interessante è quello dell’australiana Alexandra Heller-Nicholas, autrice di Rape-Revenge Films: A Critical Study, libro che nelle sue ultime edizioni tiene conto anche dei film diretti da donne, prima e dopo il movimento #metoo)

In Italia la maggior parte dei contributi a questo genere si collocano nella seconda metà degli anni Settanta, periodo di esplorazione accanita dei generi (dal giallo all’horror all’erotico) e sulla scorta del successo di L’ultima casa a sinistra e del film di Peckinpah, Cane di paglia.

Il primo di questi lo firma Aldo Lado (un vero e proprio specialista di thriller e violenza) e si chiama L’ultimo treno della notte, film con Flavio Bucci, Macha Meril e Enrico Maria Salerno che ha acquisito negli anni un vero e proprio status di culto, in particolare per la presenza di una figura femminile borghese e perversa che governa in modo sadico il classico plot “sbandati vs studentesse, il padre si vendica”.

L'ultimo treno della notte

Allo status di cult ha contribuito anche la colonna sonora, composta da Ennio Morricone (che con Lado collaborerà per ben 9 film) e rimasta per anni documentata solo da un 45 giri con il brano "Coincidenze" e una versione ‘medley’ de L’ultimo treno della notte con sferragliare di treno in sottofondo. Il brano "A Flower’s All You Need", che vede la voce di Demis Roussos degli Aphrodite’s Child, si trovava invece solo su un raro 7” giapponese.

L’intera colonna sonora trova ora la sua prima edizione completa su lp (gatefold e in vinile giallo) grazie a AMS Records/Cinevox/BTM ed è l’occasione per riscoprire una serie di musiche molto interessanti per capire bene il procedimento creativo di Morricone.

Se il brano con Roussos (che riprende – non si butta via nulla – la collaborazione con Morricone dell’anno prima nell’inconsueto Il giro del mondo degli innamorati di Peynet dell’animatore Cesare Perfetto) ricalca un po’ il classico incedere dolciastro delle canzoni del cantante greco – ma il finale con le voci in modalità filastrocca già lascia presagire scenari assai più unheimlich – è l’ingresso del monotono rumore delle ruote del treno sui binari a introdurre un senso di ineluttabile e angosciante cupezza.

Da subito Morricone introduce alcuni elementi tipici della sua musica, dall’armonica di Franco De Gemini che si ricollega sia a colonne sonore precedenti che a una sorta di “ancestrale” crudezza da vecchio west, ai temi suonati all’unisono da piano e clavicembalo, così familiari e inquietanti.

Il clima è scuro e claustrofobico, acceso di spigolosità (come in Coincidenze che ha quella crudezza urbana e notturna che John Zorn terrà bene a mente nei suoi omaggi al compositore romano), di sospensioni, rintocchi e marcette espressioniste che tutto suonano meno che rassicuranti.

Insomma c’è tutto il Morricone classico, cinico nel piegare i propri marchi espressivi all’ineluttabilità ferroviaria della tragedia, inserendo il tema della solitudine come amaro contraltare, che con desolante spietatezza scontorna la disumanità morale (sui cui aspetti sociologici si è di volta in volta ecceduto nell’accondiscendenza, dopotutto si tratta di un film che ben sapeva gli effetti che voleva provocare, a volte anche con errori di dettaglio grossolani) che sta alla base della vicenda.

Appassionati morriconiani con gli occhi ancora umidi dal recente documentario di Tornatore, questa ristampa è decisamente per voi. Ma non dispiacerà nemmeno a nuove orecchie curiose. Per gli occhi curiosi il film, in tutta la sua crudezza, c’è su YouTube (e qui sotto).

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