Venti di guerra

Successo a Venezia per la prima di Corghi e L'histoire di Stravinskij

Recensione
classica
Gran Teatro La Fenice Venezia
06 Dicembre 2015
Risuona sinistramente attuale l'atmosfera bellica evocata alle Sale Apollinee della Fenice in occasione della prima di Alzarsi in volo, opera per soprano, voce recitante, flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte commissionata dall'Ex Novo ad Azio Corghi. Il lavoro, inserito nell'ambito del progetto SIAE - Classici di Oggi, si ispira al romanzo Il grande balipedio di Carlo della Corte, poeta e narratore fra i protagonisti della cultura veneziana del dopoguerra. Corghi ne trae un melologo lacerante, teso, a tratti spietato, affidato alla narrazione incalzante di Sandro Cappelletto e al canto ora violento ora struggente del soprano Valentina Caladonato. Il dramma della guerra, vista con gli occhi di chi l'ha combattuta, appare tragicamente interiorizzato attraverso una scrittura efficace, misurata, che fa parco uso degli effettismi per concentrarsi sull'elaborazione di figure strumentali icastiche, ossessive. Il gesto liberatorio è rappresentato dall'alzarsi in volo del passero, via di fuga che non è invece concessa al protagonista de L'histoire du Soldat di Stravinskij, proposta dall'Ex Novo nella versione dell'autore per clarinetto, violino e pianoforte, con una rinnovata mise-en-scène di Sandro Cappelletto. Il gruppo veneziano ne esalta il nitore neoclassico, gli impasti timbrici ora asprigni ora suadenti, le armonie acuminate, animate da una frizzante energia ritmica. La precisione di incastri e gli equilibri di masse sono ammirevolmente strutturati per giungere al vertice drammatico, affidato a La danse du diable. L'ebbrezza di questa danza suggerisce una sconcertante possibilità: il diavolo rappresenta forse quella forza negativa che, nella sua follia, possiede la vitalità capace di innescare la storia, oggi come ieri? Successo molto caloroso.

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