Una “Carmen” vivace e in chiaroscuro
La nuova produzione dell’opera di Bizet con direzione di Audrey Saint-Gil, regia di Stefano Vizioli e protagonista Annalisa Stroppa
16 aprile 2026 • 3 minuti di lettura
Modena, Teatro Comunale Pavarotti-Freni
Carmen
10/04/2026 - 12/04/2026La Carmen di Georges Bizet andata in scena nei giorni scorsi al Teatro Comunale di Modena ha chiuso la stagione lirica del teatro emiliano grazie a un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con i Teatri di Piacenza e Ravenna, presentato anche in collaborazione con il circuito di OperaLombardia.
Il folto pubblico che riempiva la sala in occasione della seconda recita che abbiamo seguito domenica scorsa ha confermato il fascino che continua a esercitare quest’opéra-comique, lavoro che il compositore francese ha presentato per la prima volta a Parigi nel marzo del 1875.
Il segno caratterizzante di questa produzione è stato rappresentato dalla vivace direzione di Audrey Saint-Gil, che si è distinta per una lettura musicale al tempo stesso misurata, compatta e dinamica, capace di tenere un passo costantemente efficace nel corso dei quattro atti dell’opera, riservando inoltre una un’attenta sensibilità per le voci in palcoscenico. Un segno, quello impresso dalla direttrice francese che ha saputo contagiare anche l’orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini la quale ha risposto con sostanziale efficienza alle sollecitazioni che hanno parimenti guidato anche il Coro Lirico di Modena preparato da Giovanni Farina e le Voci bianche del Teatro Comunale di Modena guidate da Paolo Gattolin.
Se la direzione della Saint-Gil è parsa dunque rievocare idealmente quell’impasto di “oro, fango, fiele e sangue” che Bizet richiedeva al suo dramma musicale, di segno differente si è rivelata la regia di Stefano Vizioli – coadiuvato anche da Pierluigi Vanelli, regista collaboratore e coreografo – che ha immerso la vicenda della Carmencita in uno scenario sostanzialmente statico, contrassegnato da mura diroccate e spoglie, raccogliendo l’azione drammaturgica in un contesto quasi desolato nella sua sostanziale fissità. Un’ambientazione essenzialmente a-temporale – nel contesto astratto di un conflitto di metà Novecento – che da un lato appariva fondamentalmente neutra – specie se vista come sfondo per una vicenda animata da passione, gelosia e sangue – e dall’altro lato veniva segnata in maniera decisa da un clima freddo e decadente, ravvivato di tanto in tanto da squarci di colore (il rosso di un lungo tappeto di fiori, per esempio). A disegnare questo contesto hanno contribuito in maniera funzionale anche le scene di Emanuele Sinisi con il contributo video del gruppo Imaginarium – con gli interventi visivi più interessanti nei momenti strumentali – i costumi di Anna Maria Heinreich e le luci di Vincenzo Raponi.
Un clima in chiaroscuro che è stato comunque ravvivato da un cast felicemente equilibrato: nel ruolo di Carmen si è distinta Annalisa Stroppa, capace di restituire con segno vocalmente e scenicamente concreto ed efficace la complessità della figura femminile creata da Bizet; una interpretazione, la sua, che è riuscita a trasmettere tutta la passionalità e l’indipendenza che definiscono il personaggio. Accanto a lei, Joseph Dahdah ha dato corpo a un Don José drammaticamente adeguato, evidenziando in modo particolare il carattere fragile e tormentato del suo ruolo. Gianluca Failla ha proposto un Escamillo funzionale ma non sempre a vocalmente a fuoco, mentre Jaquelina Livieri ha rivestito il ruolo di Micaëla con palese e solida sensibilità vocale e interpretativa, emersa soprattutto nei momenti di più scoperto lirismo. Tra gli altri interpreti ricordiamo William Allione (Dancairo), Tiziano Rosati (Zuniga), Matteo Torcaso (Moralès), mentre i ruoli di Frasquita, Mercédès e Remendado sono stati affidati rispettivamente a Donatella De Luca, Elena Antonini e Matteo Urbani, provenienti dai percorsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale di Modena.
Decisamente calorosa la risposta del pubblico che, alla fine, ha salutato con particolare entusiasmo le protagoniste femminili: dalle voci di Annalisa Stroppa e Jaquelina Livieri, alla direzione di Audrey Saint-Gil.