Tutto Beethoven ai piedi dell’Etna

Una tappa dell’integrale delle Sonate, ottimamente interpretate da Oliver Kern

Oliver Kern
Oliver Kern
Recensione
classica
Trecastagni, Largo Abate Ferrara
Oliver Kern
29 Luglio 2023

La Nova Academia Musica Aetnensis è una ‘piccola’ ma battagliera istituzione concertistica del catanese, assai meritoria nell’articolazione della sua proposta nel singolo appuntamento e nella lunga gittata pluriennale. Il ciclo in questo momento in corso, probabilmente previsto a partire dal 2020 per il 250° ma slittato nell’inizio a dopo la pandemia, è quello dell’integrale delle Sonate pianistiche di Beethoven, che la direzione artistica di Carmelo Pappalardo sta distribuendo equanimemente tra le attività consuete dell’Associazione operante in modo diffuso nel territorio etneo, ovvero la stagione invernale nel capoluogo ionico e i due festival estivi ‘in quota’.

Nell’ambito di uno di questi, svoltosi nel bel centro pedemontano di Trecastagni (in particolare, nella suggestiva conchiglia architettonica di Largo Abate Ferrara, con la bella chiesa matrice in pietra bicolore a sorvegliare dall’alto), si è realizzato uno degli appuntamenti centrali del ciclo, interamente affidato alla responsabilità esecutiva del pianista tedesco Oliver Kern. Vincitore del Premio “Beethoven” a Vienna nel 2001, allievo tra gli altri di un interprete già di riferimento quale Rudolf Buchbinder, Kern è dunque un interprete con basi accreditate in prospettiva beethoveniana, ma va rimarcato che sta affrontando per la prima volta il novero completo delle Sonate: una nota di merito ulteriore sia per Kern, sia per l’Associazione che è riuscita a convincere il musicista ad intraprendere il temerario impegno, per quanto disseminato su una decina di concerti in circa tre anni.

I valori più spiccati, nella notevole prova che Kern ha offerto in terra catanese, riguardano i piani dinamici e il flusso discorsivo-sonoro: nel recital, che offriva un’impaginazione in parte rispecchiante la periodizzazione tradizionale del percorso creativo di Beethoven (ma per le Sonate bisognerebbe distinguere più sottofasi entro quella iniziale, nella quale la Sonata di cui appresso arriva verso la fine), la prima qualità risaltava soprattutto nell’op. 26 in La bem. Magg., ovvero quella con la data più anteriore tra le tre eseguite, dato che in quei lavori le traiettorie dell’intensità – grandi archi, percorsi di crescita o estinzione improvvisamente fratturati da un evento opposto, cesure e contrasti micro-dimensionati ma ugualmente esplosivi ed energetici – sono un sale costante nel condire le traiettorie del discorso; l’esecuzione di quella Sonata è stata veramente curatissima e prensile sulla materia sonora e sul fraseggio, peraltro sempre morbido e plastico, sebbene fosse il primo cimento per Kern con quel brano. Graniticità e affondo del tocco del pianista hanno certo permesso, al di là della lettura interpretativa, di far risaltare quell’aspetto del testo, e in questo forse si può riconoscere la discendenza di Kern da Buchbinder. La direzionalità del flusso è stata una componente sostanziale nelle altre, mature e complesse, Sonate del programma, ovvero l’op. 57 ‘Appassionata’ e l’op. 101 in La Magg.: flusso fortemente sbilanciato in avanti nella prima, tanto da portare l’interprete a tempi temerari nelle code-strette dei movimenti esterni (tempi sostenuti con straordinaria sicurezza e consequenzialità), elastico e polimorfo nella seconda.

Applausi sempre assai calorosi e convinti da parte del non esiguo – considerato il clima vacanziero che spadroneggia musicalmente un po’ ovunque – e attentissimo pubblico, nonostante si sia dovuto fare la tara dei suoni ambientali di una serata estiva in un borgo turistico, alla fin fine comunque non troppo invadenti. Anche Kern non ha patito più di tanto la situazione, tanto da concedere generosamente, al termine di un recital già intenso, due bis chopiniani. Prossima tappa dell’integrale, domani sera [giovedì 3 agosto h 20] presso l’azienda vitivinicola Mondifeso in Tarderia di Pedara (https://www.facebook.com/events/301426335771213 ).

 

 

 

 

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Al Theater Basel L’incoronazione di Poppea di Monteverdi e il Requiem di Mozart in versione scenica

classica

Un'interessantissima lettura della Nona

classica

Eccellente realizzazione del capolavoro quasi-testamentario di Messiaen al Grand Théâtre di Ginevra