Troppi suonatori alle Murate !

A Firenze, il concerto del Gamo per il centenario della SIMC disturbato dalla presenza in contemporanea di una banda

Gamo
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Recensione
classica
Murate, Firenze
Gamo
09 Settembre 2023

Avevamo già dato notizia sul GdM delle iniziative per il centenario della Società Italiana Musica Contemporanea fondata nel 1923 da Alfredo Casella. Il convegno fiorentino organizzato dalla SIMC e i concerti che lo accompagnavano, a cura del Gamo, Gruppo Aperto Musica Oggi, avevano come sede il cortile delle Murate, grande complesso nato nel Quattrocento per le monache di clausura (le “murate” di cui sopra), poi carcere fiorentino dal 1883 agli anni Ottanta, poi, sulla base di un’idea di Renzo Piano, spazio del Comune di Firenze oggetto della realizzazione di due piazze separate tra loro da una grande galleria centrale, una delle quali, piazza delle Murate, ospita il MAD (Murate Art District), con una bella sala dove si erano già svolti diversi concerti del Gamo, poi un caffè letterario, uno spazio adibito alla lettura, insomma un luogo per concerti, presentazione di libri, mostre e eventi vari.

Le Murate sono una bellissima realtà di recupero architettonico, e Piazza delle Murate sul sito del Comune di Firenze è definita “un polo di eccellenze culturali, contaminazione e produzione artistica e letteraria”. Ma, com’è ben noto, l’Italia in generale, e Firenze in particolare, storicamente, da secoli, non hanno problema alcuno a produrre “eccellenze”, ma hanno invece seri problemi a realizzare un’ordinaria e ordinata gestione di qualsiasi cosa in qualsiasi campo, dal funzionamento degli autobus a un normale calendario di eventi in programma.

Se ne è avuto un esempio flagrante con quanto è successo sabato per il primo dei due concerti serali per il centenario della SIMC, coincidente anche con l’inizio della programmazione dell’annuale festival del Gamo. Ma coincidente anche con un fragoroso concerto di una banda proveniente da Fognano, un paese del Pistoiese, il cui palco, occupato da un poderoso set di percussioni, si trovava, a occhio e croce, a una decina di metri dalla sala del concerto Gamo-SIMC mentre i suonatori della banda erano collocati fino a metà della piazza. Per questo, volendo salvare il concerto, gli organizzatori, una volta riscontrato il problema di cui peraltro nessuno li aveva avvertiti, si sono dati a un frenetico giro sui social e per telefono onde avvisare i potenziali fruitori del proprio concerto dell’anticipo dello stesso alle ore 20, e sono andati avanti, ma ciò non ha impedito che più della metà del programma sia stato pesantemente disturbato: si può immaginare l’interazione fra le ricercate sonorità e complesse articolazioni tipiche della musica colta contemporanea, e i Queen e quant’altro a pochi metri di distanza. Questo sia detto da chi scrive e ama, ma in altre circostanze, sia i Queen che le bande.

Gli esecutori hanno tenuto duro e hanno dato una dimostrazione ammirevole di concentrazione, di tenuta, di resistenza (che ci sembra una parola chiave nell’Italia di oggi), a cominciare da Francesco Gesualdi, il direttore artistico del Gamo e direttore dei pezzi a più ampio organico in programma, e anche esecutore alla fisarmonica nel pezzo di Sylvano Bussotti che apriva il programma, Puccini a caccia, per “voce invisibile”, fisarmonica da concerto e percussioni, estrosa ricreazione di una sorta di flusso di coscienza pucciniano.

Il concerto proseguiva con Il sangue, il mare di Andrea Talmelli, omaggio a Calvino per flauto, clarinetto, violino, viola, violoncello e pianoforte, due pezzi di Cristina Papi per soprano solo, Orazione ai viventi e Nolstalghie (questo in prima esecuzione assoluta) in cui abbiamo veramente ammirato la perizia dell’interprete Valeriia Matrosova nel dipanare, a dispetto delle avverse circostanze e con misura eccellente, il viaggio della voce fra parlato e cantato, quindi Staccato dal mondo di Ada Gentile per clarinetto, bayan, vibrafono e pianoforte, e Fight di Sonia Bo per clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e voce femminile.

Ci sembra doveroso citare tutti gli esecutori oltre a quelli già detti: Roberto Fabbriciani e Sara Minelli, flauti, Omar Cecchi, percussioni, Giovanni Ricucci, clarinetto, Marco Facchini, violino, Carmelo Giallombardo, viola, Lucio Labella Danzi, violoncello, Pietro Paolo Antonucci, bayan, Giulia Loperfido, pianoforte. Sono strumentisti ben noti al pubblico fiorentino della musica soprattutto contemporanea, ma in questo caso parleremmo di eroismo esecutivo. Qualcuno chiederà scusa al Gamo e alla SIMC ? Lo vorremmo, ma ne dubitiamo molto.

 

 

 

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