Tormenti e ambiguità europei

"La purga", opera di Jüri Reinvere

Recensione
classica
Finnish National Opera Helsinki
20 Aprile 2012
"La purga" solleva due questioni scomode ma importanti nell´Europa di oggi: le conseguenze a lungo termine dell´occupazione sovietica e la nuova schiavitù, la tratta di esseri umani nella prostituzione in mano alle mafie, quella russa in testa. Si tratta di una produzione finno-estone, come la scrittrice, Sofi Oksanen, e il compositore, Jüri Reinvere (1971), estone formatosi a Helsinki - autore del libretto, in finlandese e estone, poetico e asciutto come la musica. La storia, tutta al femminile, intreccia più epoche (dagli anni ´30 all´indipendenza del ´92) da cui emergono i destini individuali di Aliide (la bravissima J.Rusanen-Kartano) e di Zara (N.Keitel, dalle belle tonalità gravi), prostituta russa che si rifugia in casa sua. Zara, nata tra i deportati estoni a Vladivostok, è in realtà nipote di Ingel, sorella di Allide. Questa aveva denunciato la sorella, finita in Siberia con la figlia di pochi anni. L´orchestra rappresenta, secondo Reinvere, il potere tentacolare dello stato totalitario, invisibile ma onnipresente - un´orchestra piena, come da tradizione finlandese, ma mai pesante, anzi multicolore. Con una presenza discreta dell´elettronica, il mitico motore degli Studebaker, il vento della pianura. Diversamente Reinvere ha voluto scrivere un´opera tradizionale, dallo stile vocale equilibrato e controllato, poco meno nei passaggi in estone. Manca il lato graffiante e provocatorio di Oksanen, la scena della violenza dei miliziani russi su Aliide, Ingel e la figlia è volutamente antiretorica ma non suscita l´orrore del romanzo. Efficaci gli spazi duplicati dalla regia, Zara prigioniera in un buco senza finestre e la casa di Ingel a Vladivostok - unici momenti innovativi in una regia attenta ma un po´piatta. Molto belle le scene col coro, in cui Reinvere dà il meglio di sé: la lirica morte di Hans, marito di Ingel e amore infelice di Aliide, che, dopo averlo nascosto per anni, lo lascia soffocare nel suo rifugio; Zara che ricorda la casa della nonna, muta dal giorno della violenza, in un semplice solo sullo sfondo di venti siberiani; la giovane Aliide (Helena Juntunen) di fronte alle campagne rubate alla sorella, con il coro che mima i venti e i fantasmi della palude. L´azione precipita alla fine, Aliide spara ai due mafiosi (ex-KGB) e Zara fugge. Aliide incendia casa e cadaveri, non a caso il titolo originale significa purga ma anche purificazione. Paura, sospetto, violenza e menzogna dilagano nella vita dei personaggi, retaggio personale del totalitarismo. Ma ce n´è anche per il mondo di oggi, con le sue contraddizioni, la violenza e la mancanza di valori seguiti al crollo delle ideologie.

Interpreti: Aliide giovane, Helena Juntunen (sop), Aliide anziana, Johanna Rusanen-Kartano (sop), Zara, Niina Keitel (mz), Hans, Tuomas Katajala (ten), Martin, Jaakko Kortekangas (bar), Ingel, Hanna Rantala (sop), Pavel, Juha Riihimäki (ten), Lavrent, Koit Soasepp (bs), aguzzino, Petri Pussila (bs), soldato, Marko Puustinen (bar), Linda, Uni Erkkilä (ruolo muto)

Regia: Tiina Puumalainen

Scene: Teppo Järvinen

Costumi: Marjaana Mutanen

Corpo di Ballo: Opera Nazionale di Helsinki

Coreografo: Osku Heiskanen

Orchestra: Opera Nazionale di Helsinki

Direttore: Paul Mägi

Coro: Opera Nazionale di Helsinki

Maestro Coro: Marge Mehilane, Marco Ozbic

Luci: Timo Alhanen

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