Svezia, Tuva, Portogallo al femminile

A Genova per il Festival Musicale del Mediterraneo, Tetra, Sainkho e Dona Rosa

Recensione
world
Festival del Mediterraneo Genova
11 Settembre 2014
Anni fa Davide Ferrari, mente del Festival Musicale del Mediterraneo, la rassegna di world music più longeva d'Italia, dedicò un'intera edizione alla vocalità femminile. Quest'anno il tema è stato ripreso, con un focus sulle capacità strumentali delle donne, oltre che vocali. Le due date seguite, però, erano di nuovo centrate sulle voci. Tetra, quartetto con base a Göteborg, attivo dal 2006, accoglie strumentiste e vocalist dai Caraibi, dalla Grecia, dall'Arabia, dalla Svezia: inevitabile un viaggio a trecentosessanta gradi con aromi strumentali, accenti, profili melodici diversi, in un'allegra logica un po' "ecumenica", di totale confronto, anche se le cose migliori arrivano quando il Quartetto affronta repertori polifonici del grande Nord. Nella stessa location, il Palazzo Ducale, ha fatto seguito un impressionante concerto della vocalist estrema Sainkho Namtchylak. La tuvana si accompagnava con due piatti e gli ellepì di vinile, come una dj sciamana, e sciamanico è stato l'intero set, in cui risuonava un basso gutturale e metallico impensabile, nelle corde vocali femminili, e il più radioso cinguettio generato dal canto armonico siberiano, padroneggiato con una maestria eccezionale. Compresa anche qualche sortita senza microfono, accompagnata dal semplice battito delle mani. Il giorno successivo, un altrettanto impressionante concerto al buio totale della signora del fado portoghese Dona Rosa al Castello d'Albertis, accompagnata da chitarra portoghese e fisarmonica. Una vocalità aspra, tellurica, mai accomodante, sofferta ed implosiva, pur nella limpidezza dei profili melodici. Il rovescio esatto, forse, del fado da cartolina e un po' new age che spesso il mercato della world music spaccia per autenticità.

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