Premio Borciani, da Beethoven ai Sigur Rós

Trascinante inaugurazione del XIII Concorso per Quartetto d’Archi “Paolo Borciani” con il trio Bevilacqua, Maestrini, Sollima

Clarissa Bevilacqua, Carlotta Maestrini, Giovanni Sollima (foto Fondazione I Teatri)
Clarissa Bevilacqua, Carlotta Maestrini, Giovanni Sollima (foto Fondazione I Teatri)
Recensione
classica
Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro
Concorso per Quartetto d’Archi Paolo Borciani – Trio Bevilacqua-Maestrini-Sollima
08 Giugno 2024

L’entusiasmo di un pubblico da “tutto esaurito” ha contrassegnato il concerto inaugurale del la XIII edizione del concorso internazionale per quartetto d’archi “Premio Paolo Borciani” – nato nel 1987 per celebrare il fondatore e primo violino del celebre Quartetto Italiano e divenuto tra i più rilevanti premi di musica da camera – ospitato nel bel contesto rappresentato dai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia.

Protagonista della serata il trio formato da Clarissa Bevilacqua, Carlotta Maestrini e Giovanni Sollima, formazione che il compositore e violoncellista siciliano sta accompagnando da qualche tempo in un percorso di concerti che ne sta consolidando affinità ed efficacia.

Il programma è stato aperto dal Ludwig van Beethoven del Trio per archi e pianoforte n. 1 in mi bemolle maggiore op. 1, un brano che – al di là della sua collocazione nella raccolta di apertura, datata 1795, del catalogo del maestro di Bonn – offre una consolidata consapevolezza del giovane Beethoven, nutrita sia di rimandi a una tradizione dal sapore classico e dai profumi haydniani e soprattutto mozartiani, sia di spunti innovativi riscontrabili nella presenza dei quattro movimenti – e con lo Scherzo come terzo tempo – e del ruolo decisamente importante rivestivo del violoncello. E proprio attraverso questa parte da protagonista in partitura, Sollima ha saputo tracciare una strada interpretativa nutrita da un trascinante trasporto, ben assecondato dal puntuale pianoforte di Carlotta Maestrini e dal reattivo violino di Clarissa Bevilacqua. Due giovani interpreti, queste ultime, dal talento davvero interessante, capaci di coniugare una solida precisione timbrico-strumentale con una musicalità dal segno personale ed efficace.

Caratteri ben valorizzati anche grazie alla pagina successiva, rappresentata dalla sofisticata eleganza del Trio élégiaque n. 1 in sol minore di Sergej Rachmaninov, composizione giovanile – eseguita per la prima volta all’inizio del 1892 con l’autore diciannovenne impegnato al pianoforte – ma pubblicata postuma nel 1947. Brano attraversato da una variegata espressività che traccia un percorso avviato dal tempo “lento lugubre” scandito dal pianoforte, passando poi al violino e al violoncello per defluire nelle successive variazioni – “più vivo”, “con anima” , “appassionato”, “tempo rubato”, “risoluto” e così via... – per terminare “alla marcia funebre”, il tutto offerto con pregnante intensità dai tre interpreti impegnati. A completare il programma una composizione firmata dallo stesso Giovanni Sollima, Short Trio Stories, brano caratterizzato dal segno comunicativo immediato, attraversato da passaggi reiterati su una struttura circolare fondata su un grumo tematico – “Leonardo Rebus” – che, dopo aver avviato la prima parte del brano orientando i movimenti intermedi, è tornato ad annunciare la coda conclusiva (“Scarlatti Cut”).

Clarissa Bevilacqua, Carlotta Maestrini, Giovanni Sollima (foto Fondazione I Teatri)
Clarissa Bevilacqua, Carlotta Maestrini, Giovanni Sollima (foto Fondazione I Teatri)

Gli applausi del pubblico hanno spinto gli artisti a chiudere la serata con due brani fori programma, proponendo pagine pescate in ambito popular come la movimentata “Chop Suey!” dei System Of A Down e la più melodica “Ara Batur” dei Sigur Rós, solitamente proposte da questa formazione in altre occasioni concertistiche e spie significative della vivace e contagiosa curiosità musicale di un Sollima che sul finale ha spinto il pubblico presente a canticchiare il tema della band islandese.

Per la cronaca, il concerto è stato preceduto dalla presentazione ufficiale, ospitata nella sala degli Specchi del teatro Valli, della giuria internazionale del “Premio Borciani” – presieduta quest’anno dall’artist manager Sonia Simmenauer e composta dalla violinista Lorenza Borrani (Italia), dai violisti Kim Kashkashian (USA) e Garth Knox (Irlanda), dai violoncellisti Jonas Krejci (Repubblica Ceca, Pražák Quartet) e John Myerscough (Inghilterra, Doric String Quartet), dal violinista Abel Tomàs (Spagna, Cuarteto Casals), con responsabile musicale del concorso il compositore Francesco Filidei – e dei dieci quartetti in gara: Quartetto Arete (Corea del Sud), Quartetto Ast (Corea del Sud), Quartetto Eden (Corea del Sud), Quartetto Elaia (Germania), Quartetto Elmore (Gran Bretagna), Quartetto Eos (Italia), Quartetto Fibonacci (Gran Bretagna / Spagna), Quartetto Ineo (Austria), Quartetto Risus (Corea del Sud) e Quartetto Wassily (Francia).

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