Orontea minimal

L'opera di Cesti trionfa al festival di Innsbruck con la regia di Stefano Vizioli

Recensione
classica
Innsbrucker Festwochen der Alte Musik Innsbruck
22 Agosto 2014
Torna a Innsbruck 358 anni dopo la prima assoluta (con qualche dubbio circa una precedente esecuzione veneziana) e 32 dopo la riscoperta di René Jacobs. "L’Orontea" riappare in una produzione minimalista. Senza scene, né macchine baroccheggianti, con le arcate del cortile dell’università di teologia a fare da fondale. È tra le colonne che si muovono i giovani cantanti, quasi tutti vincitori del concorso Cesti. A dispetto dei mezzi ridossi all’osso, lo spettacolo conquista per intelligenza, originalità e cura dei dettagli, tanto scenici quanto musicali. A scolpire lo spazio sono i corpi dei cantanti. Stefano Vizioli dirige ogni gesto, calibra ogni mimica. Tutto è pensato in una ricerca di spontaneità, frutto di un lavoro da orefice. Si ride (tanto), ci si lascia sedurre dalla finzione della scena. Il regista si muove con agio nell’universo di Cicognini-Cesti, riempito di scambi di identità e di licenziosità, a tal punto che ci si perde facilmente nel voler capire chi fa la corte a chi, perché in fondo tutti la fanno a tutti. Vizioli esalta una drammaturgia dell’eccesso senza mai cadere nella trivialità. E con lui tutto diventa chiaro. La giovane orchestra La nuova musica, fondata dal direttore inglese David Bates, esalta i colori della partitura, ricca di contrasti, dal lamento tragico al comico buffonesco, secondo la poetica veneziana. Nel cast di alto livello, svetta Solen Mainguené: colpisce per la plasticità della voce, dal volume ampio e dal bel legato. Il contro-tenore polacco Michal Czerniawski, con cui spesso duetta, è l’altro astro. Eccelsi pure Fernardo Guimarães e Anat Edri. Applauditissimo David Hernandez Anfruns, nei panni 'en travesti' della vecchia dai bollenti spiriti. Appena tre recite, tutte prese da assalto, che meriterebbero gli onori di un DVD.

Interpreti: Giuseppina Bridelli (Orontea) Solen Mainguené (Silandra) David Hernández Anfruns (Aristea) Anat Edri (Giacinta) Fernando Guimarães (Alidoro) Michał Czerniawski (Corindo) Jeffrey Francis (Creonte) Giorgio Celenza (Gelone) Aurora Faggioli (Tibrino)

Regia: Stefano Vizioli

Costumi: Anna Maria Heinreich

Coreografo: Gloria Giordano

Orchestra: La Nuova Musica

Direttore: David Bates

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