Mito: la travolgente felicità dei ragazzi di Bahia

A Milano Maria Joao Pires e l'Orchestra Giovanile di Stato di Bahia

Maria Joao Pires (Foto Caroline Doutre)
Maria Joao Pires (Foto Caroline Doutre)
Recensione
classica
Conservatorio di Milano
13 Settembre 2022

Esistono rari momenti nei quali l'ascoltatore riesce a percepire dalla platea la felicità dei musicisti di poter suonare insieme, uno di questi l'ha offerto Mito alla sala Verdi del Conservatorio di Milano con l'orchestra Giovanile dello Stato di Bahia diretta da Ricardo Castro con Maria João Pires al pianoforte per il Terzo concerto di Beethoven.

L'organico brasiliano, nato nel 2007, è composto da ragazzi fra i 13 e i 27 anni, si rinnova di continuo come le cellule di un organismo, mantenendo però sempre vivi l'entusiasmo e l'impegno.

L'incontro fra i ragazzi l'anziana solista è stato a dir poco miracoloso; specie nel Largo la sempre vispa signora della tastiera è riuscita a trasmettere una tangibile carica di poesia, contraccambiata da una tensione quasi rarefatta degli strumentisti. Complice di questa intesa è stato il maestro Castro, che ha controllato in ogni momento la sua formazione, ricavandone complessivamente un'esecuzione di ottimo livello, di grande trasparenza, compattezza ed equilibrio (unico neo l'eccessivo ardore del timpanista, forse tradito dall'acustica della sala).

Al termine l'accoglienza del pubblico è stata calorosissima, ricambiata da ben due bis. Nel primo, a sorpresa il direttore si è seduto accanto a Maria João Pires e l'improvvisato e sorridente duo pianistico ha suonato a quattro mani la Danza ungherese n. 5  di Brahms.

Al termine degli applausi e dei ringraziamenti, il direttore è andato a sedere fra i suoi ragazzi lasciando libero il campo alla solista che sul leggerissimo pizzicato degli archi ha suonato con un tocco di eccelsa eleganza parte dell'Adagio del concerto per clavicembalo in fa minore di J.S. Bach. Si replica stasera alle 21 all'Auditorium "Giovanni Agnelli" del Lingotto di Torino.

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