L’intenso Beethoven di Abbado e Midori

La Filarmonica Toscanini protagonista di una brillante lettura del Concerto per violino e orchestra op. 61 e della Sinfonia n. 3 “Eroica”

AR

26 aprile 2026 • 3 minuti di lettura

Filarmonica Toscanini – Midori, Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)
Filarmonica Toscanini – Midori, Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)

Parma, Auditorium Niccolò Paganini

Filarmonica Toscanini – Roberto Abbado, Midori

22/04/2026 - 22/04/2026

Il concerto ospitato mercoledì scorso presso l’Auditorium Paganini di Parma e inserito nel cartellone della Filarmonica Arturo Toscanini con il titolo "Il tempo degli eroi", ha offerto un focus dedicato all’arte beethoveniana attraverso due pagine quali il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”.

La serata ha visto il ritorno sul podio di Roberto Abbado – direttore dall’esperienza consolidata in ambito internazionale che il pubblico parmigiano conosce bene – e la violinista Midori Gotō, figura di artista che unisce a una riconosciuta caratura solistica una costante attività umanitaria che si sviluppa, tra l’altro, nella fondazione di importanti organizzazioni non profit e nel ruolo Messaggera di Pace delle Nazioni Unite. Un percorso, quello offerto da questi due interpreti, che ha guidato il folto pubblico presente in un viaggio d’ascolto che, dalle radici del classicismo musicale si è spinto verso le innovazioni formali del primo Ottocento, il tutto attraverso un dettato beethoveniano che si è confermato in questa occasione significativamente illuminante.

Filarmonica Toscanini – Midori, Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)
Filarmonica Toscanini – Midori, Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)

L'esecuzione del Concerto op. 61 ha messo in luce l'approccio analitico di Midori, la quale ha affrontato la partitura con una compostezza tecnica impeccabile, assecondata dal timbro scuro del Guarneri del Gesù "ex Huberman". La violinista ha optato per una lettura di estrema pulizia, rifuggendo quelle concessioni al virtuosismo esteriore che lo stesso Beethoven intendeva superare in favore di una dimensione più lirica e meditativa. Grazie anche a una concertazione che Roberto Abbado ha saputo tratteggiare con elegante equilibrio, i caratteri dei diversi movimenti che compongono il concerto sono emersi con vivida pregnanza, con oasi di particolare efficace soprattutto nell’Allegro ma non troppo iniziale e nel Rondò che chiude questa pagina. In questo contesto, la cifra espressiva di Midori è rimasta improntata a una sorta di virtuosistica sobrietà, coerente con una visione di un eroismo interiore e distillato, lontano dalle più scoperte ed enfatiche tensioni dinamiche che talvolta caratterizzano altre interpretazioni di quest’opera. Un segno, quello tracciato dalla violinista giapponese, ribadito anche nel trascinante bis bachiano che l’artista ha concesso alla fine della prima parte del programma.

Filarmonica Toscanini – Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)
Filarmonica Toscanini – Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)

Nella seconda parte, la Filarmonica Arturo Toscanini si è misurata con la densità strutturale della Sinfonia n. 3 di Beethoven, guidata dalla bacchetta di Roberto Abbado ha disegnato la sua lettura interpretativa con gesto misurato ed eloquente, restituendo la valenza “eroica”, appunto, della partitura senza indulgere in eccessive celebrazioni monumentali. La gestione del passo espressivo è apparsa fluida e coerente, efficace nel restituire l’intuizione della nuova visione offerta da Beethoven nei confronti della tradizione settecentesca. In particolare, l’attenzione agli equilibri legati ai differenti sviluppi tematici, ha saputo plasmare una sostanziale trasparenza dei dettagli, mantenendo al contempo la tensione verso quell'idealismo politico e sociale che ispirò la dedica originaria a Napoleone.

Filarmonica Toscanini – Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)
Filarmonica Toscanini – Roberto Abbado (foto Luca Pezzani)

Da parte sua, la compagine orchestrale ha mostrato una palese solidità, rispondendo nel complesso con sostanziale precisione alle sollecitazioni dello stesso Abbado, salutato – come tutti i musicisti impegnati sul palcoscenico dell’Auditorium Paganini – dai calorosi e convinti applausi del numeroso pubblico presente.