L'esilio come condizione esistenziale

Il canto translucido nell'Exil di Kancheli proposto da Ferrara Musica e Ferrara Off

(foto Marco Caselli)
(foto Marco Caselli)
Recensione
classica
Ferrara Musica Ferrara
27 Gennaio 2017
L’esilio per Giya Kancheli, come per Paul Celan, rappresenta la condizione esistenziale dell’uomo che fugge dall’orrore della violenza per cercare il senso autentico dell'umano nell'apertura del dialogo dialogante. In occasione del Giorno della Memoria Ferrara Musica ripropone uno dei capolavori del compositore georgiano, Exil, ciclo vocale basato sul Salmo 23 e testi di Celan e Hans Sahl, poeti segnati dalla ferocia del nazismo.A distanza di oltre vent’anni dalla prima, avvenuta a Ferrara, l’iniziativa in Sala Estense acquista ulteriore spessore culturale grazie alla collaborazione con Teatro Off, centro teatrale di sperimentazione. L'introduzione e le letture di Celan affidate a Diana Höbel, Monica Pavani e Marco Sgarbi si sono rivelate infatti fondamentali per creare un'atmosfera intensa di ascolto ed evocare la dimensione auratica della musica di Kancheli.Il dialogo in Exil prende corpo nella voce che traslucida si inerpica nei sentieri della memoria, sorretta da una scrittura strumentale scarnificata. Dramma nel dramma perché la voce dialoga con il silenzio, l’assente, l’”accaduto” impronunciabile e nello smarrimento itera se stessa per non auto-rimuoversi in un'oscurità senza certezze ma non senza speranza. Gli strumenti tentano di amplificare, sorreggere una verità che anche alla musica resta indicibile se non per illuminazioni e fratture. Solo il canto che cola come sangue dalle ferite e cerca voci lontane conserva il bagliore del suono in cammino.Intensa la prova del soprano Mancha Deubner, accompagnata da Janne Thomsen (flauto), Wolfgang Bender(violino), Nancy Sullivan (viola), Konstantin Manaev (violoncello), Matthias Bauer (contrabbasso) e Boris Baltschun (pianoforte e sintetizzatore); direzione artistica di Natalia Psenicnikova, prima interprete di Exil.

Interpreti: Mancha Deubner (soprano), Janne Thomsen (flauto), Wolfgang Bender(violino), Nancy Sullivan (viola), Konstantin Manaev (violoncello), Matthias Bauer (contrabbasso) e Boris Baltschun (pianoforte e sintetizzatore)

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