La voce lirica del controtenore Orlinski

Per il Bologna Festival con Il Pomo d’Oro

Orlinski (Foto Roberto Serra)
Orlinski (Foto Roberto Serra)
Recensione
classica
Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano di Bologna
Concerto Orlinski
11 Aprile 2022

Sicuramente è uno tra i nomi di controtenore oggi più noti quello di Jakub Józef Orliński, che Bologna Festival, sempre attento alle star internazionali in voga, si è aggiudicato per questa stagione, insieme all’ensemble Il Pomo d’Oro diretta da Francesco Corti, anch’essa realtà orchestrale barocca tra le più rilevanti. Il programma proposto è in parte tratto dall’ultima fatica discografica della formazione, Anima Aeterna, con brani sacri tratti da mottetti, oratori e messe di Händel, Perez, Fux, così come dei meno noti Zelenka, De Almeida, Reutter e del bolognese Schiassi. Purtroppo la qualità dell’esecuzione è stata inficiata dalle caratteristiche dello spazio in cui si è tenuto il concerto, la Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano di Bologna, in cui le emissioni si sovrappongono disordinate, rendendo ardua la distinzione degli effettivi impasti sonori e delle finezze esecutive generalmente riconosciute all’ensemble.

Di Orliński piacciono particolarmente le messe di voce e le sue cadenze, per quanto risultino quasi più ornamentali che espressive. Ha un timbro particolare, che risplende a tratti, ma che altrettanto repentinamente si opacizza nelle zone più gravi e nel passaggio. D’altro canto egli sa però anche selezionare repertorio e abbellimenti adatti al suo mezzo vocale, e non indulge in variazioni pirotecniche come non aspira agli estremi acuti. Sicuramente i momenti lirici sono quelli più adatti alle sue caratteristiche vocali (tra cui spicca l’aria “Giusto Dio” dalla Giuditta di De Almeida), ed è dunque maggiormente a suo agio nei brani lenti, senza eccessi né dal punto di vista delle variazioni e degli abbellimenti, né da quello dell’espressione, ambito in cui lo si percepisce molto misurato, contrariamente a quando farebbe pensare il suo carisma impetuoso. Orliński, infatti, con dei grandi sorrisi increduli a schermirsi dai tanti applausi e con modi che siamo più abituati ad associare ad una icona pop che ad un interprete di bel canto, sa come conquistare il pubblico, che ha dimostrato grande apprezzamento per il concerto.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Trionfo personale per Placido Domingo nei Due Foscari di Giuseppe Verdi al festival del Maggio Musicale Fiorentino

classica

Il pianista toscano per Milano Musica

classica

Nuovo allestimento, molto su due ruote, di Elisir d’amore a Catania