La Toscanini tra pagine di Colasanti, Lalo e Bizet
Lü Jia ha proposto una lucida lettura di una “pima” di Silvia Colasanti seguita da pagine dal profumo iberico di Lalo a Bizet
20 aprile 2026 • 3 minuti di lettura
Parma, Auditorium Niccolò Paganini
Filarmonica Arturo Toscanini – Lü Jia e Charlie Siem
16/04/2026 - 16/04/2026Il concerto significativamente titolato “Suoni di Spagna”, proposto giovedì scorso presso l’Auditorium Paganini di Parma, si è rivelato un’esperienza d’ascolto di felice suggestione, grazie al gesto sicuro di Lü Jia, bacchetta dalla solida presenza interpretativa, attualmente direttore artistico del National Centre for the Performing Arts (NCPA) e direttore musicale della China NCPA Orchestra.
Il programma si è aperto con l’esecuzione di una nova composizione di Silvia Colasanti, Sacred Goddess, Mother Earth per soprano e orchestra, commissionata nell’ambito del progetto “Ecosounds” e qui proposta in prima assoluta. Il soprano Mariam Suleiman ha dato voce attenta ed espressiva a questa pagina, caratterizzata da una scrittura che fonde rimandi a elementi mitologici e suggestioni contemporanee. La Colasanti qui si ispira all’opera Proserpine, dramma di Mary Shelley e del marito Percy Shelley, concependo la sua pagina come una sorta di tragedia pastorale incentrata sulle figure mitologiche di Proserpina e della madre Cerere, plasmando una materia sonora animata da giochi ritmici e raffinati contrasti dinamici. L’orchestra, sotto la guida di Lü Jia, ha saputo cogliere le differenti sfumature timbriche, restituendo l’urgenza espressiva di un brano che pone in relazione mito, natura e attualità. L’efficace dialogo tra gli interventi del soprano e le sezioni orchestrali ha permesso al pubblico di immergersi in un’atmosfera coinvolgente, in cui la forza simbolica degli archetipi antichi si è intrecciata con la sensibilità del presente.
Il programma della serata ha visto poi protagonista il violinista Charlie Siem, interprete di caratura internazionale qui alle prese con la celebre Sinfonia Spagnola di Édouard Lalo. Siem ha saputo affrontare gli immediati caratteri tecnico-interpretativi della partitura con una presenza scenica palesemente coinvolta ed esibita, animata da un suono denso, capace di restituire nell’insieme la varia complessità melodica di questa pagina. Un percorso che ha attraversato i cinque momenti nei quali si articola questa composizione valorizzandone le differenti connotazioni, dal movimento iniziale, vigoroso e dinamico, passando per la danza leggera e scintillante del secondo, fino all’Intermezzo dal carattere languido e alla brillantezza che conclude l’opera. Un percorso nel quale Siem ha restituito un virtuosismo che ha coinvolto il pubblico presente anche in occasione del bis che ha suggellato la sua esibizione.
A chiudere la serata sono state le Suite n. 1 e n. 2 dalla Carmen di Georges Bizet, nell’orchestrazione di Ernest Guiraud. Qui la Filarmonica Arturo Toscanini ha restituito fluida compattezza e brillantezza timbrica, sottolineando la forza evocativa di melodie che sono ormai entrate nell’immaginario collettivo. Lü Jia, con gesto preciso e coinvolgente, ha guidato l’ensemble orchestrale attraverso i diversi quadri della Suite, ponendo in risalto la sensualità delle habanera, l’energia contagiosa delle danze e la varietà di colori che caratterizza la partitura di Bizet. L’orchestra ha saputo affrontare con rodata scioltezza i passaggi più virtuosistici, dando prova di equilibrio nei piani sonori e di attenzione al dettaglio, senza mai perdere la tensione drammatica e, se vogliamo, anche narrativa che attraversa questa pagina.
Tanti applausi alla fine per tutti gli artisti impegnati da parte di un pubblico attento e partecipe.