La polifonia di Josquin Desprez protagonista della quinta edizione del festival FloReMus

Firenze: un festival per Desprez

Cut Circle
Cut Circle
Recensione
classica
festival FloReMus di Firenze
27 Agosto 2021 - 12 Settembre 2021

Tra le conversazioni e i concerti della edizione 2021 del festival FloReMus di Firenze è emerso quanto annunciato dal titolo Nel segno di Josquin Desprez, e sottolineato dalla scelta simbolica della data di inaugurazione della manifestazione, il 27 agosto 2021, esattamente cinquecento anni dalla morte del grande compositore franco fiammingo. Nel suo discorso, il prestigioso studioso statunitense Jesse Rodin  ha ritratto Josquin come un compositore che ha cambiato il corso della storia della musica.

A conferma delle sue parole, con il suo ensemble Cut Circle Rodin ha poi presentato un concerto antologico alternando mottetti, chanson e parti di messe scritti in periodi diversi, mettendo in risalto i numerosi artifici contrappuntistici caratteristici del compositore la cui fama si è protratta a lungo dopo la sua morte. Da questo ritratto sonoro è emersa la grande varietà di registri e accenti della sua musica, con momenti di pura gioia, come quello della chanson Une mousque de Biscaye, o di profonda malinconia e tristezza, come in Nimphes, napées.  Rispetto ad altri compositori franco fiamminghi Josquin si distingue per la maestria con la quale  alterna e combina i diversi registri vocali ottenendo effetti retorici che mettendo in particolare evidenza porzioni di testo all’interno del flusso polifonico, come è apparso evidente nello splendido mottetto Ave verum corpus. L’originalità di Josquin è emersa anche nel genere più semplice della chanson, con i procedimenti imitativi in genere destinati a messe e mottetti, come in Baisiez moy. Ma l’aspetto più sorprendente e a tratti spiazzante è stato quello della potente emissione vocale dei cantanti dell’ensemble, che hanno intonato con foga impetuosa ogni brano del programma, anche l’Agnus Dei della Missa Gaudeamus, enfatizzando ogni singola parte e scompaginando la ieratica soavità e l’equilibrio tra i diversi registri vocali alla quale ci hanno abituati gli ensemble storici che sono stati punti di riferimento della interpretazione della musica di Josquin. Una scelta interessante ma audace e controcorrente, dettata sia dalla dimensione fortemente iterativa della sua musica, aspetto per il quale Rodin ha definito ‘ossessiva’ la personalità compositiva di Desprez, che dalla convinzione, o meglio ipotesi, che la vocalità con la quale oggi viene correntemente proposta la sua musica e quella più in generale della scuola franco-fiamminga, non corrisponda a quella del Quattrocento.

 

Sotto il segno di Josquin anche il concerto dello storico Ensemble Clément Janequin, guidato da Dominique Visse, e formato da una nuova generazione di cantori, con un programma interamente dedicato al repertorio delle sue chanson, come prova tangibile della fama postuma del compositore. Forte della sua profonda conoscenza dell’universo della chanson parigina del Cinquecento, Visse ha scelto le versioni a stampa contenute nel Septiesme livre pubblicato da Susato nel 1545, che presentano l’aggiunta di voci, per un totale di cinque o sei parti, lasciando aperta la possibilità di un accompagnamento strumentale, che nel concerto è stato affidato a Yoann Moulin al clavicembalo e organo. Anche all’interno dei confini di questo genere la varietà delle strutture e degli stili ha rivelato la grandezza del compositore capace di evocare un clima di profonda malinconia, come in Du mien amant, o di giocosa oscenità, come in Allegez moy, doulce plaisant brunette. Nella varietà di atmosfere e di divertite allusioni, il maggior spessore della tessitura dovuto alle parti aggiunte, e una migliore adesione al testo sono emerse pienamente in Baises moy, intonata con la dovuta delicatezza, rivelando la modernità di questi piccoli capolavori musicali. Il differente approccio, rispetto alla versione ‘americana’ di Cut Circle, ha consentito di comprendere quanto Josquin sia stato un precursore degli sviluppi della musica polifonica del Cinquecento.

Il concerto conclusivo del 12 settembre proposto dall’ensemble L’Homme Armée, ‘padrone di casa’ e promotore della manifestazione, ha avuto un  meritato successo e ha riportato Josquin sul terreno della sua straordinaria produzione sacra. La scelta di inserire il Credo dalla Missa Comme femme desconfortée di Heinrich Isaac, compositore coevo legato alla corte fiorentina, dettata dal comune cantus firmus presente nel suo splendido Stabat mater, ha messo in evidenza la varietà degli stili dei differenti oltremontani, e le complicità e l’intertestualità di una sorta di casta di musici super partes che hanno dominato la scena musicale europea per circa due secoli con il loro magistero contrappuntistico. Dopo l’energia del Gloria dalla Missa L’homme armé super voces musicales, la qualità del gruppo diretto da Fabio Lombardo si è pienamente manifestata nella commovente intensità della doppia preghiera Pater noster/Ave maria, mottetto considerato una sorta di testamento musicale del compositore.

Inseriti in un programma ricco di appuntamenti e a distanza l’uno dall’altro, i tre concerti hanno dimostrato che la musica di Josquin si presenta sempre come una fonte infinita di meraviglia, indipendentemente dalla angolazione interpretativa con la quale viene proposta.

 

                                                          

 

   

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