Kurtág 100 a Cremona

L’Ensemble Intercontemporain e gli Allievi Stauffer per l’ultimo appuntamento de I Concerti della Stauffer

MS

11 luglio 2026 • 2 minuti di lettura

Kurtag 100 (foto Giuseppe Milanese - Fondazione Stauffer)
Kurtag 100 (foto Giuseppe Milanese - Fondazione Stauffer)

Cremona, Auditorium Arvedi - Museo del Violino

Kurtág 100

10/07/2026 - 10/07/2026

Con il progetto artistico Kurtág 100, venerdì 10 luglio in Auditorium Arvedi, Museo del Violino Cremona, si è conclusa la rassegna estiva I Concerti della Stauffer. Protagonisti della serata l’Ensemble Intercontemporain e gli Allievi Stauffer.

Dopo Boulez100 della scorsa stagione, non poteva mancare l’impegno di Accademia Stauffer con il Kurtág100: cinque giorni di workshop (dal 6 al 10 luglio) coordinati dall’Ensemble Intercontemporain e un concerto finale.

I quattro docenti dell’EI – Jeanne-Marie Conquer e Diego Tosi (violini), Odile Auboin (viola), Renaud Déjardin (violoncello) – hanno lavorato con tredici allievi Stauffer, selezionati tra quelli iscritti al corso di Quartetto d’Archi, su un programma ispirato all’universo sonoro di Kurtág. Al loro fianco anche il musicologo Philippe Albèra che, per la durata del workshop, ha illustrato l’estetica musicale del compositore ungherese.

Infine il concerto, venerdì sera, in Auditorium Arvedi: una selezione di brani per strumento solo da Signes, Jeux et Messages (Émilie Chigioni e Yaodong Zhang violini, Annika Stark viola, Joël Geniet e Emilio Gonella violoncelli) ha punteggiato i 12 Microludes (1977) per quartetto d’archi op.13. Poi Officium breve in memoriam Andreae Szervánszky op.28 eseguito dall’Arola Quartet – Samuel Hirsch e Alla Ternova (violini), Viktoria Vanteeva (viola) e Zoia Sudnis (violoncello) e “Ruhelos” dal Kafka-fragmente op.24 per voce e violino nell’esecuzione di Yaodong Zhang.

Quello di Kurtág è un universo sonoro dominato dai silenzi: frammenti sonori, pezzi brevi, aforismi musicali, dediche ad amici musicisti come Hommage à John Cage…, durano una manciata di secondi o qualche minuto appena. Costruiti su pianissimi portati all’estremo dell’udibile, richiedono all’esecutore massimo controllo dell’archetto e a chi ascolta massima concentrazione. Eppure, nonostante un apparente disorientamento di frasi sbriciolate tra le parti cogliamo, in quell’essenziale del materiale compositivo, una forte coesione all’interno degli ensemble che si avvicendano in concerto. Tutti sono nel Kurtág mood, anche il pubblico, invitato dagli artisti a non applaudire se non alla fine della serata, perché l’esecuzione di tutti i pezzi è senza soluzione di continuità.

L’omaggio è ai 100 di Kurtág tuttavia, in questa dimensione sonora, bene si inseriscono opere di altri autori, di quella generazione del XX secolo: così il Quartetto n.2 di Sofia Gubaidulina – eseguito dall’EI – si incastra fluidamente nel contesto.

E dal mondo sonoro di Kurtág e Gubaidulina si approda a quello travolgente di György Ligeti con l’esecuzione energica, appassionata e vorticosa del Quartetto n.1 Métamorphoses nocturnes del 1953-54 - riconoscibile la lezione bartókiana! - affidata al Quartetto Quazar: Monika Szemelak e Patrycja Staszek (violini), Julianna Przybyl (viola) e Palina Horbach (violoncello).

I settantacinque minuti di musica per i 100 di Kurtág chiudono l’edizione 2026 de I Concerti della Stauffer. L’esecuzione è di alto livello. Calorosi e meritati gli applausi del pubblico in Auditorium per tutti: docenti e allievi Stauffer.