Julia Holter, la ricerca di una musica che non c’è

Splendido concerto della cantante al Magnolia di Milano, da Laurie Anderson a Paolo Conte

Julia Holter
Recensione
pop
Circolo Magnolia, Segrate (MI)
Julia Holter

Tra musica classica contemporanea e avant pop, ostinatamente alla ricerca di una musica che non c’è, Julia Holter ammalia con le sue composizioni, tra echi di Kate Bush e Laurie Anderson e un omaggio a Paolo Conte.

Julia Holter, la bellezza (nel caos) di Aviary

Siamo però alle solite: proposta di qualità ma davanti al palco del Circolo Magnolia di Segrate siamo in duecento. È vero, il personaggio, malgrado cinque album alle spalle, può essere definito “di nicchia” ma pensavo che una piazza come quella di Milano rispondesse in maniera diversa all’evento e invece…

Ma procediamo con ordine: inizio da solista con “In Gardens’ Muteness”, voce e tastiere, poi la Holter è raggiunta da altri cinque strumentisti (seconda tastiera, violino, tromba e corno, contrabbasso e batteria), tutti col loro bravo spartito, ed è la volta di "Turn The Light On”, il brano d’apertura di Aviary (ne abbiamo parlato qui). Il disco dello scorso anno è riproposto quasi nella sua interezza ma le canzoni sono più fisiche, rese più robuste dall’interpretazione della Holter, che ha messo in campo doti vocali non comuni che a tratti hanno ricordato quelle di Kate Bush. La versione di Chaitius” è incantevole, coi suoi rimandi alle sperimentazioni di Laurie Anderson, con lo sguardo della Holter fisso sulle stelle sovrastanti l’area del concerto, immersa nel verde; siamo vicini all’aeroporto di Linate, ogni tanto passa un aereo e allora “soft planes, soft trees, beautiful place”. Dal disco del 2015 Have You In My Wilderness arrivano la splendida “Feel You”, esempio di perfetto pop colto, “Silhouette”, “Sea Calls Me Home” e “Betsy On The Roof”, proposta nel bis.

“Voce Simul” ha un andamento medievale e un testo cantato parzialmente in un falso latino, quello che la Holter definisce “”Pig Latin”.

"Il mio primo pensiero fu che ci sono così tanti giorni piovosi a Città del Messico: un buon motivo per andarci, lo sai, amo scappare dal sole" – "Feel You"

La resa di “I Shall Love 2” è spettacolare, con la Holter che spinge sulla voce e rende l’atmosfera elettrica, assecondata dai suoi compagni di palco; ma la vera sorpresa arriva poco dopo la metà del set: “Adesso farò un pezzo per me inedito, è la prima volta che lo suono dal vivo, non criticatemi per la pronuncia”, e parte “Chiamami Adesso” di Paolo Conte, in un’affascinante versione, e non potrebbe essere diversamente, alla Julia Holter.  

Nutrivo grandi aspettative e non sono andate deluse: dal vivo Julia Holter è splendida, il suo abbigliamento “metto su le prime cose che trovo” fa quasi tenerezza, la sua gentilezza e il suo sorriso scaldano il cuore, la sua riconoscenza nei confronti del pubblico è merce rara, proprio come la sua musica.

"Me ne sto qui per terra, Betsy, le braccia distese guardando verso l’alto, saresti così gentile da dirmi la risposta? Tu conosci la risposta, Betsy” – "Betsy On The Roof "

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