INDICA al MO.CA di Brescia, la ricerca artistica tra musica e cinema

A Brescia doppio concerto con Alessandra Novaga e il duo Delius-Lillinger

Tobias Delius e Christian Lillinger (foto Luciano Rossetti - PHOCUS)
Tobias Delius e Christian Lillinger (foto Luciano Rossetti - PHOCUS)
Recensione
jazz
Brescia, MO.CA
INDICA 2022
24 Aprile 2022

Terzo appuntamento di INDICA al centro per le nuove culture MO.CA di Brescia, quello che si è svolto il 24 aprile, dopo il festival dell’etichetta di area milanese “WE INSIST! Records” dello scorso febbraio, e una prima domenica a marzo (Sunday in MO.CA) con laboratorio di Soundpainting tenuto da Nino Locatelli e doppio concerto serale (Mike Cooper e Alex Dorner, entrambi in solo). E per quanto questa volta il lab di Soundpainting non si sia potuto tenere, e l’annunciata Kaja Draksler, che avrebbe dovuto suonare con Tobias Delius e Christian Lillinger, ugualmente non abbia potuto partecipare, la serata non ha deluso le aspettative del nutrito pubblico presente, musicale ma anche di interesse cinematografico, che ha seguito i due concerti in programma – il solo di Alessandra Novaga alla chitarra e il duo Delius/Lillinger – e l’expanded cinema performance di Luis Macias dalle 21 a mezzanotte circa.

Il tutto grazie a BAO, «contenitore d’arte, di idee e di saperi» della città, che racchiude al suo interno quattro festival – INDICA, Ground Music Festival, Meccaniche della Meraviglia e RAAA – che pur operando in campi artistici ed espressivi diversi programmaticamente dialogano tra loro, e con ulteriori realtà presenti sul territorio, come si è visto appunto al Sunday in MO.CA del 24 aprile con la collaborazione tra INDICA e l’associazione Nomadica all’insegna della sperimentazione tanto musicale quanto cinematografica.

Alessandra Novaga (foto Luciano Rossetti - PHOCUS)
Alessandra Novaga (foto Luciano Rossetti - PHOCUS)

Sperimentazione che è una chiara cifra stilistica della chitarrista di area milanese Alessandra Novaga (quattro finora gli album in solo, oltre alle collaborazioni in area colta contemporanea, jazz e per il teatro), che ha portato a Brescia un solo, seguito da un pubblico attentissimo, di grande intensità e raffinatezza: rarefazione, suoni lunghi, silenzi, echi di una voce distante – quella di Derek Jarman, a cui Novaga aveva dedicato il suo ultimo lavoro del 2020, I Should Have Been a Gardener (Die Schachtel), che qui è stato ripreso –, un lentissimo ostinato, degli squarci sonori; un invito a entrare intimamente nella materialità e nel significato del suono, di ogni singolo suono, e un evento in cui è risaltata un’artista che varrà la pena di continuare a seguire.

Sperimentazione che è continuata poi a livello cinematografico, con il regista Luis Macias e la sua The eyes empty and the pupils burning of rage and desire, performance – all’interno di una cinque giorni di immersione nel cinema sperimentale a cura di Nomadica – di manipolazione in tempo reale della pellicola, lavorando con luce, otturatore e messa a fuoco, in una continua trasformazione del proiettato nel suo bruciare silenziosamente.

Tobias Delius e Christian Lillinger (foto Luciano Rossetti - PHOCUS)
Tobias Delius e Christian Lillinger (foto Luciano Rossetti - PHOCUS)

Sperimentazione, infine, che si è ritrovata decisamente anche nel duo di sax e batteria di Tobias Delius e Christian Lillinger: un sodalizio collaudato da più di dieci anni (si veda ad esempio l’album Dicht del 2017, ma ancor prima Grund del 2015) che si è mostrato a Brescia in tutta la sua forza propulsiva, con Lillinger sempre al massimo della tensione, anche nei momenti più dilatati e soffusi sullo sfondo di un preponderante velocissimo, e Delius alternante tra sax tenore e clarinetto, e tra urgenza espressiva e ironia. Per un concerto all’insegna dell’improvvisazione totale e della complicità tra due musicisti che, con magnifica padronanza del proprio strumento, dialogano fitti nell’assecondarsi e nell’anticiparsi con stupore.

E dunque, una proposta da non perdere di vista, quella di BAO, che vedrà prossimamente, sul piano musicale, un ulteriore appuntamento domenicale con laboratorio di Soundpainting e concerti (22 maggio), e, tra il 12 e il 19 giugno, il Ground Music Festival, per la sua sesta edizione sotto la direzione artistica di Gabriele Mitelli.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

jazz

Il solo di organo di Ståle Storløkken al Tempio Valdese per il Torino Jazz Festival

jazz

Si è chiuso con l'Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp Novara Jazz 2022, che conferma il festival tra le migliori realtà nazionali

jazz

Per l'anteprima Jazz Is Dead, Moor Mother è arrivata insieme a Dudu Kouate