Il barbiere in tv

Allo Sferisterio di Macerata la ripresa del divertente Barbiere di Siviglia di Menghini

LF

27 luglio 2026 • 3 minuti di lettura

Il barbiere di Siviglia (foto Christian Tasso)
Il barbiere di Siviglia (foto Christian Tasso)

Arena Sferisterio, Macerata

Il barbiere di Siviglia

24/07/2026 - 24/07/2026

Dopo il successo del 2022, torna allo Sferisterio di Macerata l’allestimento del Barbiere di Siviglia firmato da Daniele Menghini per la regia, Davide Signorini per le scene,  Nika Campisi per i costumi, Simone de Angelis per le luci e Stefano Teodori per i video.  Un allestimento che conserva la sua carica di attualità attraverso l’ambientazione nel mondo del reality show televisivo e che mette in scena “il desiderio compulsivo di protagonismo, edonismo, narcisismo e notorietà a tutti i costi” come sottolinea il regista, tipico della vita contemporanea.

 Il palcoscenico dà spazio   a tre format televisivi diversi: il dating show di Figaro, la cui bottega si trasforma nello stage n. 15, intitolato “Il F*cktotum” e ambientato nella  parrucchieria in cui  si incontrano donnette e cavalieri davanti alle telecamere; il programma di Basilio “La calunnia”, che  spettacolarizza le coppie in crisi ;  e la serie TV “L’inutil precauzione” che vede protagonista l’attrice Rosina. Il finale contiene un colpo di scena, perché la ragazza sceglierà la libertà piuttosto che un nuovo legame con l’uomo di potere Almaviva, e  fuggirà inseguita dalle telecamere fin fuori del teatro.

Sempre divertenti le trovate di Menghini, dal maxicronometro digitale che accompagna lo scioglilingua  “A un dottor della mia sorte” di Bartolo, mentre fa iniezioni di botulino alle sue pazienti,  alla lezione di musica in stile pop con le chitarre elettriche, a Figaro che arriva in monopattino, ai primi piani filmati dai cameramen e trasmessi dai maxischermi piazzati in  scena  nei momenti cruciali del libretto, come nella pietrificazione di Bartolo nel finale primo. A ciò si aggiungono i colori glitterati delle scene e dei costumi, tutti sul rosa fucsia, comprese le parrucche, in un mondo televisivo tutto artificiosità e apparenza.

Il barbiere di Siviglia (foto Christian Tasso)
Il barbiere di Siviglia (foto Christian Tasso)

Freschezza, sorpresa, a tratti comicità, colore,  hanno assicurato una buona riuscita dello spettacolo, a cui  si è aggiunto un elemento  di novità rispetto alla edizione di quattro anni fa con l’intervento di Valentina Anzani, musicologa e divulgatrice nei panni di sé stessa, come presentatrice in diretta tv all’inizio dei due atti.

Ruzil Gatin, già nei panni di Almaviva nel 2022, ha riproposto il personaggio con spigliata sicurezza. Dotato di bel colore di voce e di perfetta intonazione, ha dato il meglio di sé in “Se il mio nome saper voi bramate”, interpretata con fine delicatezza e bellezza di suono, mentre nelle colorature si è notata qualche lieve incertezza. Accanto a lui Marco Filippo Romano in Don Bartolo è stato apprezzato, oltre che per la pasta timbrica e il buon volume di voce,  anche per la chiara dizione e le spiccate capacità attoriali. Brave e spigliate anche Raffaella Lupinacci in Rosina, voce a tratti di piglio contraltile, e Giulia Mazzola nel ruolo di Berta.

 Pur senza brillare in modo particolare  sul piano vocale, hanno sostenuto in modo attorialmente  sicuro i rispettivi ruoli anche Grisha Martirosyan  in Figaro e Riccardo Fassi in Don Basilio; convincente per la bella voce il Fiorello di Valerio Morelli, discreti Marco Caudera in Ambrogio e Davide Filipponi in un ufficiale.

La direzione di Jacopo Brusa sul podio della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana, già interprete  nel dicembre 2025 dello stesso titolo al Teatro delle Muse di Ancona,  e in sostituzione del previsto Gianluca Martinenghi,  ha sempre mantenuto un buon equilibrio tra orchestra e cantanti  anche se è risultata un po’ piatta nei colori  e nella conduzione ritmica.  Non proprio gradevole nei recitativi il suono metallico e un po' troppo forte della tastiera in luogo del fortepiano, peraltro suonata con perizia da Claudia Foresi. Lo spettacolo nel suo complesso ha funzionato soprattutto per la vivacità della regia, complici anche i movimenti scenici del Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” (preparato da Christian Starinieri) e la bravura dei mimi sul palcoscenico. Il pubblico, numerosissimo,  ha applaudito con calore tutti gli artisti.