Hello Nice, si balla con Neneh e gli Chic

Al Nice Jazz Fest Neneh Cherry e Nile Rodgers per una serata da ricordare

Neneh Cherry
Recensione
pop
Nizza
Nice Jazz Festival - Neneh Cherry / Nile Rodgers & Chic
16 Luglio 2019

Il Nice Jazz Fest, la cui prima edizione risale al 1948, già da alcuni anni ha una doppia formula: gli artisti più strettamente jazz si esibiscono al Théatre de Verdure mentre quelli che richiamano un pubblico meno specializzato, spesso digiuno di jazz, si esibiscono nell’area allestita in una parte di Place Massena, quella che punta verso la Promenade des Anglais.

Il cartellone di questa seconda sezione è ricca di nomi di richiamo, dai Black Eyed Peas agli enfants du pays The Blaze, da Jordan Rakei a Ezra Collective e Kokoroko, rappresentanti del nu jazz britannico. La prima serata, quella a cui ho partecipato, presenta tre nomi di grande richiamo: Neneh Cherry, Jacob Banks e Nile Rodgers con gli Chic.  

Sono passati 36 anni dal concerto dei Rip, Rig + Panic all’Odissea 2001 di Milano: fu quella la prima e ultima volta che vidi Neneh Cherry su un palco, una diciannovenne che non stava ferma un attimo, una “sbruffoncella” direbbe qualcuno che preferisco non nominare. Mentre mi avvicino all’arena la piazza è riempita dalla sua voce: sono cominciate le prove aperte alla stampa e faccio in tempo a godermi una versione che trasuda “Bristol inizio anni Ottanta” di "Fallen Leaves", curiosamente non eseguita durante il concerto.

Alle 20 si comincia ed è subito un tuffo al cuore: "Manchild" era compresa in Raw Like Sushi, il suo esordio solista del 1989. La parte del leone la fanno i brani tratti da Broken Politics, il disco dello scorso anno dopo quattro anni di silenzio dal precedente Blank Project, di cui viene proposta la title track: e allora via con "Woman", "Kong", "Soldier", "Synchronized Devotion", la notevole "Deep Vein Thrombosis", "Shot Gun Shack" con il suo profumo di trip-hop e la mia amata "Natural Skin Deep".

 

È arrivato il momento per Neneh, accompagnata da sei musicisti che nella parte finale del concerto diventeranno nove con l’aggiunta di una steel band di tre elementi, di riproporre il suo maggior successo commerciale, quella "7 Seconds" scritta e cantata con Youssou N’Dour che nel 1994 entrò nelle classifiche di vendita di mezzo mondo.

“No moneyman can win my love / It’s sweetness that I’m thinking of / We always hang in a Buffalo Stance / we do the dive every time we dance”.

«Hey Nice, it seems you wanna dance» e parte "Buffalo Stance" in una versione molto hip hop ballata anche dalle palme. Un bel concerto in cui Neneh non si risparmia, si muove in continuazione, balla, scende dal palco per due volte, la seconda si deve far aiutare per risalire ma risolve tutto dicendo «cosa pretendete, sono pur sempre una nonna». Durante il concerto mi sono arrivati almeno dieci messaggi di amici, tutti con la stessa richiesta: “Mandale un bacio da parte mia”. Tranquilli, l’ho fatto.

Di Jacob Banks ho seguito i primi dieci minuti e poi, siccome mi stavo annoiando, ho preferito ritornare nella press area allestita in una zona tranquilla, con divani e bevande. Rifocillato e riposato sono pronto per riprendere a ballare: sul palco sta per arrivare un signore che qualche brano di successo l’ha scritto…

Sul maxi-schermo compare un registratore che fa girare una cassetta con la scritta Mix Tape – Nile Rodgers & Chic e nell’attesa arrivano i Bee Gees, Michael Jackson, Barry White e altri, poi arrivano i sette elementi del gruppo, iniziano a suonare e l’arrivo di Rodgers con la sua inconfondibile chitarra coincide con "Chic Cheer" e la festa può cominciare.

Nile Rodgers

In quasi 50 anni di carriera Nile Rodgers, spesso con Bernard Edwards, il suo amico bassista morto improvvisamente di polmonite nel 1996 durante un tour in Giappone, non solo ha scritto le canzoni degli Chic ma ha prodotto una quantità impressionante di successi, lavorando con Diana Ross, Sister Sledge, Madonna, David Bowie, Duran Duran, Daft Punk, solo per citarne alcuni.

“Because my love for you / would break my heart in two /if you should fall into my arms / and tremble like a flower”.

Il concerto è un mix ben dosato di brani degli Chic e brani scritti per gli artisti appena elencati: "Dance, Dance, Dance" è seguita da "Material Girl" e "Like A Virgin" (Madonna), "I Want Your Love" da "I’m Coming Out" e "Upside Down" (Diana Ross), e poi "Lady" scritta per il duo francese Modjo, "Spacer" per Sheila B. Devotion, si picchia duro con "Modern Love" e "Let’s Dance", durante la quale tutte le donne hanno idealmente le famose scarpe rosse ai piedi e ballano il blues, e al termine non se le tolgono perché arriva "Le Freak", e poi le Sister Sledge che hanno diritto a ben tre canzoni, "He’s The Greatest Dancer", "Thinking Of You" e ovviamente "We Are Family".

“Like the legend of the phoenix / all ends with beginnings / what keeps the planet spinning / the force of love beginning”.

«Qualche anno fa mi è stato diagnosticato un cancro alla prostata e allora cos’ho fatto? Ho lavorato più di prima, ho fatto più concerti di prima, ho fatto più collaborazioni di prima. Un giorno mi hanno chiamato due musicisti francesi, i Daft Punk» – boato, per i francesi “i due col casco” sono un patrimonio nazionale come lo champagne e il camembert  – «e insieme abbiamo scritto "Get Lucky." E io sono davvero la persona più fortunata del mondo perché stasera sono a Nizza, qui davanti a voi, e sono perfettamente guarito».

Intro solo voce e qualche nota di piano e poi arriva il riff assassino di Nile in quello che è l’instant classic globale più clamoroso degli ultimi sei anni.  

Il finale è tutto per Good Times, con lo staff organizzativo sul palco, direttore compreso, raggiunto dalla “sbruffoncella” di cui sopra, con Nile che cita alcuni versi di "Rapper’s Delight "di Sugarhill Gang: due giorni prima si era commemorato il terzo anniversario della strage del 2016 ma questa sera Nile Rodgers ci ricorda che “bei tempi, questi sono bei tempi, lasciate le preoccupazioni dietro le spalle, questi sono bei tempi”. Nulla di più falso ma per due ore abbiamo fatto finta che fosse vero e ci è piaciuto.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

pop

Splendido concerto della cantante al Magnolia di Milano, da Laurie Anderson a Paolo Conte

pop

Come è invecchiato il disco di Max Gazzé, che torna dal vivo nei club italiani a vent'anni dalla pubblicazione?

pop

Ad Avellino, i padri del post-punk inglese celebrano quarant'anni di carriera nel loro consueto stile: guardando in avanti