Girotondo Kabarett, una danza decadente tra sesso e solitudine

In scena al Teatro Due di Parma Girotondo Kabarett di Arthur Schnitzler

Teatro Due, Parma: Girotondo Kabarett
Foto di Lucrezia Le Moli
Recensione
classica
Teatro Due, Parma
Girotondo Kabarett
22 Marzo 2018 - 29 Marzo 2018

La produzione del Teatro Due di Parma che ha debuttato giovedì sera ha immerso il pubblico presente nel clima ideale di una Vienna decadente tra fine Ottocento e inizio del secolo scorso, abitato dai personaggi di Girotondo, pièce teatrale scritta nel 1897 da Arthur Schnitzler. Nella visione drammaturgica curata da Walter Le Moli lo stesso pubblico – invitato a intervenire in abito scuro – è stato chiamato a prendere parte allo spettacolo, occupando i tavolini di un vero e proprio cabaret – scene di Tiziano Santi, costumi Gianluca Falaschi, luci di Claudio Coloretti – consumando la cena o un drink, mentre tra il palco e gli altri spazi scenici si inseguivano la prostituta e il soldato, il soldato e la cameriera, la cameriera e il giovane signore e così via, fino ad arrivare all’incontro tra l’attrice e il conte, per finire seguendo quest’ultimo chiudere il cerchio con la prostituta dell’inizio.

Un girotondo di incontri e accoppiamenti tendenzialmente infinito, dove gli uomini e le donne recitano con stanco disincanto i ruoli dettati dalle convenzioni morali, declinati a seconda della classe sociale di appartenenza ma accomunati da un’indolente ipocrisia che permea tutti i rapporti umani. Il gioco è spietato e disarmante: l’obiettivo, sia degli uomini sia delle donne, è di consumare il rapporto sessuale con l’interlocutore del momento, per poi passare a quello successivo, senza spazio per uno scambio personale, reale con il partner di turno. Una visione dei rapporti umani che ci restituisce la solitudine di una società spaesata – e, se volgiamo, molto contemporanea – sperduta in un orizzonte di valori che sono diventati solo vuoti simulacri di se stessi. Un quadro ben tratteggiato dagli attori qui coinvolti – Cristina Violetta Latte, Davide Gagliardini, Ilaria Falini, Luca Nucera, Paola De Crescenzo, Massimiliano Sbarsi, Maria Laura Palmeri, Emanuele Vezzoli, Carola Stagnaro, Nanni Tormen – impegnati a restituire quel difficile equilibrio tra gioco divertito e feroce disincanto che accomuna il rapido profilo dei diversi personaggi.

Un caleidoscopio festosamente amorale le cui immagini distorte appaiono in continuo movimento e dove, a contribuire al sapore malinconicamente decadente del clima generale, ha assunto un ruolo fondamentale la musica curata da Alessandro Nidi, capace di miscelare con gusto efficace brani quali, tra gli altri, “Du bist meine Greta Garbo”, “Wenn die Elisabeth”, “Dream a little dream of me”, in un racconto espressivo nel quale hanno trovato uno spazio coerente la voce di Fiorella Ceccacci Rubino e l’impasto timbrico della Kleine Kabarett Orchestra, formata da Simona Cazzulani (violino), Alessandra Mauro (pianoforte), Giorgia Marra (sax), Anna Vita (tromba), Maria Veronica Bigliardi (batteria). Un dato musicale arricchito dall’oasi privé “per soli uomini” rappresentata dalla Sonata erotica di Erwin Schulhoff (soprano Lisa La Pietra), brano del 1919 di stampo dadaista eseguito qui per la prima volta in Italia, il cui ascolto è stato riservato espressamente dal compositore al solo pubblico maschile.

Sonata erotica _ girotondo kabarett, Parma
Foto di Lucrezia Le Moli

Uno spettacolo – al quale hanno contribuito anche gli attori Francesca Tripaldi, Carlo Sella, Laura Cleri, Cristina Cattellani e Marcello Vazzoler – che ha divertito un pubblico alla fine generoso di applausi, pur lasciando un velo di amarezza, nella consapevolezza che i dieci personaggi di Schnitzler rappresentano uno spaccato dell’animo umano, e che ancora oggi possiamo trovarci di fronte a una donna come il personaggio dell’attrice che ci dice: «Lasciami in pace con la tua filosofia. Se ne avrò voglia, la troverò nei libri».

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