Futura al futuro

L'orchestra guidata da Duccio Bertini al cortile di Palazzo Pitti

Foto Tommaso Tancredi
Foto Tommaso Tancredi
Recensione
jazz
Firenze Wine Town 2011 Firenze
24 Settembre 2011
Firenze Wine Town 2011. Il vino, la musica, la città. Tra itineranti sorsi d’autore, due giorni di proposte diverse in chiostri e palazzi, spazi architettonici unici. Imperdibile la Futura Jazz Orchestra guidata da Duccio Bertini nel Cortile Dell’Ammannati di Palazzo Pitti. Formazione da palco teatrale ma che anche all’aperto, dove sfumature e colori volano via, dimostra tutta la propria forza comunicativa ed emotiva. Bertini ha le idee chiare. Spazi sonori cool percorsi da uno swing sottinteso, pulsante. Suono collettivo originale disseminato di contrasti tra una sezione e l’altra. Scrittura elegante, raffinata che delinea dinamiche e incastri anche rischiosi, lontani dalla logica domanda-risposta del jazz orchestrale. Emblematico il classico “Caravan” che diviene puro pretesto: depurato da tentazioni coloristiche da jungla ellingtoniana, la tromba evoca il tema che poi l’orchestra scompone in un labirinto astratto e trascinante, impreziosito dai solo di gran classe di Tony Cattano al trombone e Dario Cecchini al baritono. Al pianoforte c’è Alessandro Galati ospite. Pianista molto vicino alle atmosfere della Futura, le sue composizioni arrangiate da Bertini vengono lette dall’orchestra con leggerezza, in un fluire poetico ed elastico che mette in risalto una ritmica vivace e coerente. “Colour Of The Night” dello stesso Bertini racchiude tutta la sua poetica, affresco color pastello dove emergono ora zone chiare ora zone più scure in un senso del collettivo mutevole, mai stucchevole. In “YAT” di Galati la temperatura ritmica sale, il cuore del brano se lo conquista il solo energetico di Piero Bronzi. Bella realtà la Futura. Originale, coinvolgente, in continua ascesa e maturazione. Il futuro è suo.

Interpreti: Futura Jazz Orchestra Direzione, composizione e arrangiamenti: Duccio Bertini Ance: Piero Bronzi (sax contralto, flauto), Fabrizio Desideri (sax contralto, clarinetto), Claudio Giovagnoli (sax tenore, soprano, flauto), Luca Signorini (sax tenore, sax soprano, clarinetto), Dario Cecchini (sax baritono, clarinetto basso, flauti) Trombe, Flicorni: Maurizio Pasqui, Manolo Nardi, Andrea Donnini, Valerio Mazzoni Tromboni: Tony Cattano, Giovanni Comanducci, Emanuele Ragni Contrabbasso: Gabriele Evangelista Pianoforte: Alessandro Galati Batteria: Andrea Melani

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

jazz

Il mito di Chet Baker rivive nella musica di Paolo Fresu e nello spettacolo di Leo Muscato e Laura Perini, al Parco della Musica (e in tour)

jazz

Poche sorprese ma alto livello a Umbria Jazz Winter, da John Scofield che "legge" i Beatles a Paolo Fresu

jazz

Il Triple Double del batterista americano, con Taylor Ho Bynum e Mary Halvorson, sul palco di Area Sismica