Friedlander apre la stagione di Padova

Il trio Sentinel del violoncellista Erik Friedlander annuncia l'autunno del Centro d'Arte e di Padova Jazz

Friedlander Padova Foto di Nina Marranconi
Foto di Nina Marranconi
Recensione
jazz
Centro d’Arte, Sala dei Giganti, Padova
Erik Friedlander Sentinel
07 Ottobre 2021

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’autunno jazzistico (e dintorni) a Padova si presenta davvero in ottima forma. Nella giornata in cui il Governo approva le sospirate riaperture delle sale al 100% e nella giornata in cui viene annunciato l’ottimo programma del Padova Jazz Festival di novembre, ancora per un’ultima volta – speriamo – distanziato sotto gli sguardi illustri dei grandi affreschi della Sala dei Giganti al Liviano, un pubblico caldo e emozionato ha accolto con entusiasmo il primo concerto della stagione autunnale del Centro D’Arte, con il violoncellista Erik Friedlander e il suo trio Sentinel.

Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che è da anni che l’associazione padovana propone stagioni originali e stimolanti e lo fa con successo (gli studenti universitari entrano pagando un solo euro, strategia che aiuta certo il ricambio generazionale), ma dopo questi lunghi mesi non solo non si può dare nulla per scontato, ma anzi con certezza andremo a registrare mutamenti di sensibilità e abitudini nel pubblico e il segnale lanciato da questo primo concerto indica che la qualità premia sempre.

La qualità e – in questo il Centro d’Arte è maestro – un certo orgoglio nel non piegarsi a mode e logiche di mercato, costruendo attorno ad alcune scene e linguaggi una continuità che crea affezione e senso. E non è forse un caso che quella del trio di Friedlander fosse l’unica data italiana di un tour europeo non lunghissimo, ma che forse avrebbe meritato qualche tappa di più nella penisola, dove il violoncellista newyorkese è comunque figura amata e seguita.

Musicista storicamente legato alla scena downtown e alle tante collaborazioni con la “galassia” Zorn, Friedlander ha sempre dimostrato infatti la capacità di esplorare terreni originali senza perdere mai di vista una musicalità ampiamente leggibile e che rielabora i modelli tradizionali in modo intelligente e rispettoso.

Il trio Sentinel è, e a Padova lo ha dimostrato in un costante crescendo, nonostante i volumi fossero a tratti penalizzanti per le caratteristiche della sala, un fantastico organismo sonico, in cui la timbrica avant-rock si piega a temi e incastri melodici di immediato effetto.

Con il violoncellista ci sono sul palco la fenomenale Ava Mendoza, che di collaborazione in collaborazione si sta confermando come una delle chitarriste più detonanti in circolazione, e il meno conosciuto percussionista messicano Diego Espinosa, artista che proviene dal circuito della contemporanea, ma a cui non manca un piglio percussivo decisamente più rock.

Le note saltellano, rimangono impigliate nelle maglie elettriche degli accordi, si aprono come sbuffi di nuvole alle opportunità melodiche dell’improvvisazione, vengono martellate sui tamburi o lasciate rotolare in un pizzicato… tra brani del disco e altre composizioni nuove il trio ha colto l’entusiasmo del pubblico e lo ha restituito dentro le strutture dirette ma complesse dei temi.

Applausi davvero intensi e grande attesa per i prossimi appuntamenti, sia nel programma del Centro d’Arte che in quello del PadovaJazz Festival che vi invitiamo a esplorare.

Se però volete qualche consiglio, i 5 appuntamenti da non perdere secondo noi sono i Monk’s Casino con in apertura Federica Michisanti e Errico De Fabritiis il 15 novembre alla Sala dei Giganti, Charles Lloyd e la Fire! Orchestra CBA al Teatro Verdi (rispettivamente i 18 e il 20 novembre), gli sghembi Old Time Relijun il 26 novembre al Torresino e il raffinatissimo duo Don Byron e Aruán Ortiz il 3 dicembre al Torresino.

Buon autunno!

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