Drammi e risate musicali dalla Ars Nova al Classicismo nel Festival di Herne

Il Festival di musica antica di Herne si è concentrato in un intenso fine settimana dal 10 al 13 novembre

Sequentia (foto WDR - Thomas Kost)
Sequentia (foto WDR - Thomas Kost)
Recensione
classica
Herne, Kulturzentrum
Festival di musica antica della Westdeutscher Rundfunk 3
10 Novembre 2022 - 13 Novembre 2022

Con la narrazione di Benjamin Bagby alternata a chanson e mottetti dal Roman de Fauvel intonati dalle otto voci femminili dell’ensemble Sequentia si è inaugurato il Festival di musica antica di Herne che si è concentrato in un intenso fine settimana dal 10 al 13 novembre. Le cantanti del gruppo specializzato nella esecuzione di musica medievale con il loro concerto intitolato Il mondo alla rovescia hanno sottolineato alcuni degli aspetti della satira medievale di natura politica e sociale con le espressioni del viso e alcuni gesti contenuti, aiutate dalla sovratitolatura con la traduzione in tedesco dei testi in latino e francese, che ha reso accessibile al pubblico il loro significato, importante anche per le possibili allusioni al nostro difficile presente. Il grande spazio del Kulturzentrum, reso necessario per la proiezione dei versi tradotti, non ha giovato alla magia e al delicato equilibrio delle musiche del celebre manoscritto, ma la presenza di questo storico e importante ensemble fondato nel 1977 ha dato un’impronta significativa a questa edizione dal titolo ambivalente e di non facile o scontata risoluzione: “Tragico – Comico, emozioni e sensibilità nella musica dal Medioevo al Moderno”.

Una delle piacevoli sorprese del festival è stata offerta da un giovane ensemble, fondato da Marian Polin lo scorso anno con il nome di La Florida Capella, scelto per sottolineare la dimensione alpina del Tirolo e la fecondità degli scambi musicali tra le corti austriache e l’Italia settentrionale e ispirata da una raccolta di madrigali di Orlando di Lasso. Con una ben calibrata alternanza fra musiche puramente strumentali come sonate e capricci, e per voce e basso continuo e alla ricerca di analogie e rispecchiamenti tra le due, il concerto è stato costruito attorno a due importanti figure del Seicento italiano, Antonio Cesti e Barbara Strozzi, con una selezione delle loro arie e cantate intonate dal controtenore Federico Fiorio. Già all’inizio del concerto la sua toccante esecuzione del celebre lamento della compositrice veneta Lagrime mie, ha dimostrato la grande sensibilità e delicatezza e allo stesso l’intensità drammatica delle doti interpretative di questo giovane cantante.

La Capella Ducale e Musica Fiata diretti da Roland Wilson hanno eseguito le musiche scritte come intermezzi da Johann Caspar Kerll per il dramma gesuita Pia et fortis mulier rappresentato a Vienna nel 1677. Il suo testo è stato recentemente tradotto e rielaborato in forma di narrazione con alcuni dialoghi declamati dai cantanti inseriti tra le arie e i recitativi di Kerll che hanno mostrato l’influenza di Carissimi sul compositore tedesco. Il pubblico ha seguito con attenzione questa sorta di lungo “singspiel” reso impegnativo anche per via dei riferimenti mitologici allegorici dei testi delle parti cantate, che nel prologo e nell’epilogo celebrano la casa imperiale.

Concerto Romano (foto WDR - Thomas Kost)
Concerto Romano (foto WDR - Thomas Kost)

L’evocazione di Giacomo Carissimi è stato il viatico preliminare della intensa e affascinante performance di Concerto Romano, diretto da Alessandro Quarta, che con un bel cast vocale ha eseguito il suo oratorio Dives Malus, insieme a quello di Francesco Rossi, La caduta degli angeli, alla cantata di Bonifacio Graziani Le parche filano la vita umana e all’aria spirituale di Agostino Deruta A Santa Apollonia mentre era tormentata senza denti. In sintonia con il tema di questa edizione in ognuna di queste opere risaltava l’elemento più o meno volutamente comico o grottesco, come quello del dialogo tra il Dives e i demoni infernali inserito nel quadro della parabola evangelica del ricco epulone, ma anche nella dimensione didascalica della storia dell’angelo ribelle rappresentato come un buffo e capriccioso Lucifero, nelle ammonizioni del memento mori delle tre parche “suore fatali”, e ancora nella granguignolesca, antelitteram, descrizione della bocca martirizzata della santa.

La contrapposizione tra il bene e il male, nelle vesti del Buon e del Cattivo Genio, è tornata sulla scena del festival con l’esecuzione della festa teatrale L’Huomo di Andrea Bernasconi che venne rappresentata a Bayreuth nel Teatro di corte dei margravi nel 1754.  L’opera venne commissionata da Guglielmina di Prussia che scrisse il libretto, tradotto e adattato in italiano dal poeta di corte Luigi Stampiglia, musicando anche due arie del Buon Genio impegnato a proteggere con l’aiuto delle Virtù i due amanti Animia e Anemone. Quest’ultimo spinto all’infedeltà e al tradimento dal Cattivo Genio e dai Vizi suoi alleati, nel lieto finale si ravvede grazie al soccorso dell’Amor Ragionevole che annientando le ingannevoli trame operate dall’Amor Volubile, riconduce Anemone tra le braccia della sua amata.

Ensemble 1700 (foto WDR - Thomas Kost)
Ensemble 1700 (foto WDR - Thomas Kost)

Nella vicenda raccontata dal libretto è possibile vedere una allusione autobiografica nella quale si rispecchia l’infedeltà del consorte di Guglielmina, il margravio Federico di Brandeburgo-Bayreuth, e nella originale opera brillantemente eseguita dall’Ensemble 1700 diretto da Dorothee Oberlinger, altri personaggi erano impegnati a contendersi l’anima femminile e maschile dei due protagonisti, come Volusia, Incosia e Negiorea, ma a causa di imprevisti problemi vocali dell’interprete di quest’ultima le sue arie sono state intonate a turno da differenti strumenti a fiato per mantenere l’impianto originario della struttura della festa teatrale in un atto del compositore che fu vice e poi maestro di cappella a Monaco al servizio dei principi elettori di Baviera.

Anche se sostanzialmente in forma di concerto, in questo debutto c’è stato un accenno di teatralizzazione attraverso i costumi e alcuni accessori indossati e utilizzati dai cantanti in vista, della successiva tappa della messa in scena vera e propria prevista nel programma del festival Sans Souci di Postdam.

Un sintetico ed efficace gioco di contrasti fra dramma e commedia è stato messo bene in evidenza nel lungo concerto dell’esemble I Fagiolini diretto da Robert Hollingworth, attraverso un interessante percorso iniziato con quattro madrigali di Monteverdi dalla incomparabile profondità, e proseguito con alcune delle sagaci parodie tratte da tre commedie madrigalesche di Vecchi, Banchieri e Giovanni Croce.  Sul Gioco dell’occa di quest’ultimo Hollingworth ha congegnato un piccolo show teatralizzando la partitura vocale a sei voci con tanto di tabellone, lanci di dadi e spostamenti di pedine, e passando poi per un radicale cambiamento di umore con la malinconia delle musiche di Wilbye e soprattutto Purcell, e alla fine grazie alla chanson La chasse di Janequin il concerto è terminato con un sonoro ed esplosivo divertissement.

Capella Augustina (foto WDR - Thomas Kost)
Capella Augustina (foto WDR - Thomas Kost)

Il festival della WDR3 rivolto non soltanto al pubblico di Herne ma anche ad una più vasta audience radiofonica, si è concluso con l’orchestra La Capella Augustina diretta da Andreas Spering che ha eseguito in forma di concerto il dramma pastorale giocoso La fedeltà premiata di Haydn rappresentato a Esterháza nel 1781. Il crescendo di quasi tre ore di musica, nonostante i tagli di alcune parti del terzo atto, ha evidenziato non soltanto la sintesi tra aspetti drammatici e aspetti comici presente in questa opera, ma anche l’interessante e varia orchestrazione dei numerosi recitativi accompagnati e la particolare ispirazione e bellezza delle arie scritte da Haydn per il personaggio di Fileno dovuta  alla sua conoscenza dell’opera italiana e della precedente versione dello stesso libretto musicato da Cimarosa, riadattato con diverse modifiche dal compositore viennese per creare uno dei suoi più originali e interessanti lavori teatrali.

Il programma completo del festival con tutti i nomi dei numerosi cantanti e i testi poetici delle musiche vocali compresi i libretti delle opere sono scaricabili dal sito della WDR3 dal quale si possono ascoltare quattro concerti già trasmessi in diretta, e consultare il calendario degli altri quattro programmati in differita che saranno disponibili dopo la loro  progressiva messa in onda che si concluderà entro il 10 gennaio 2023.

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