Cremona: Note d'orchestra

Stauffer Summer Music Festival: Axelrod sul podio

Note d'orchestra (Foto G.Milanese Fondazione Stauffer)
Note d'orchestra (Foto G.Milanese Fondazione Stauffer)
Recensione
classica
Chiesa di Sant'Ilario, Cremona
Note d'orchestra
07 Luglio 2024

Le previsioni meteo erano chiare: pioggia in serata. Concerto indoor, dunque, per il terzo appuntamento dello Stauffer Summer Music Festival tenutosi a Cremona, domenica 7 luglio, non nel Giardino di Palazzo Stauffer, sede dell’Accademia, bensì nella vicina chiesa di Sant’Ilario.

Note d’orchestra - titolo del concerto – rappresenta il momento culminante del corso di Concertmaster dedicato alla formazione professionale del ruolo di Primo Violino di spalla dell’orchestra”. Sono le parole di Angelica Suanno, direttrice dell’Accademia Stauffer, per introdurre la serata al pubblico del Festival. Delle dieci sessioni del Corso – gratuito - nove sono state condotte da Concertmaster di prestigiose orchestre europee: Lisa Schatzman, Luzerner Sinfonieorchester; Andrea Obiso, Santa Cecilia; Roman Simovic, London Symphony; Hanna Weinmeister, Zürich Philharmonia; Laura Marzadori, la Scala; Vesko Eschkenazy, Royal Concertgebouw; Anton Barakhovsky, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks; Lothar Strauss, Staatskapelle Berlin.

L’ultima sessione, quella conclusiva, è stata invece curata e guidata da John Axelrod, direttore svizzero-americano, coadiuvato da Paçalin Zef Pavaci, guest Concertmaster di prestigiose orchestre europee.

“Il ruolo di primo Violino di spalla – continua Angelica Suanno  - presuppone capacità strumentali di altissimo livello. Spesso i giovani non hanno la possibilità di impararle se non sul campo, quando però viene data loro la possibilità di suonare in concerto. La performance davanti a un pubblico è imprescindibile dalla formazione di un musicista, fondamentale!”.

 Innanzitutto un omaggio a Puccini, nell’anno delle celebrazioni. Crisantemi, nella versione per orchestra d’archi, è elegia di intenso lirismo che l’autore scrisse nel 1890 nel tempo di una notte, sull’onda emotiva alla notizia della morte dell’amico Amedeo di Savoia, duca d’Aosta.

Affinché tutti siano coinvolti nei ruoli, nel Concerto in re minore per violino e orchestra di Mendelssohn i solisti si alternano con perizia: Viktor Hlybochanu, primo movimento; Charlotte Woronkow secondo; Dominik Kossakowski terzo movimento.

Germania, Italia, Polonia, Svizzera, Slovenia, Ucraina… è l’identità internazionale dello Stauffer String Ensemble: 8 i violini, tutti allievi del Concertmaster Artist Porgramme; dei corsi annuali di Alto Perfezionamento gli archi scuri: 3 viole, 2 violoncelli e un contrabbasso.

Guidata da Axelrod, l’orchestra prosegue con l’esecuzione della Serenata Italiana di Hugo Wolf, cui seguono le Antiche Danze e Arie per liuto, nella libera trascrizione per orchestra d’archi di Ottorino Respighi. La musica va in crescendo. Cogliamo l’eccellente lavoro, accurato, l’intesa fra direttore e orchestra. Si suona con grande rigore, partecipazione ed entusiasmo.

Seguono i bis, durante i quali all’orchestra si unisce, a sorpresa, Paçalin Zef Pavaci, per eseguire il Concerto alla Rustica di Vivaldi. E poi ancora un bis, di grande effetto: Orawa (1986), del compositore polacco Wojciech Kilar, tra i più importanti autori di colonne sonore cinematografiche. Otto minuti circa di musica dal ritmo furioso, serrato, ferocemente energico, in grado di mettere in risalto il forte temperamento dell’orchestra.

Generosi e meritati i lunghi applausi da parte di un pubblico eccezionalmente numeroso aldilà di ogni aspettativa e che volentieri avrebbe continuato ad ascoltare i giovani talenti dello Stauffer String Ensemble.

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