Carolin Widmann conclude la stagione dell’OPV

Tra il Concerto per violino di Berg e l’Offerta musicale di Bach, il tributo a Peter Maag

Carolin Widmann e l'OPV
Carolin Widmann e l'OPV
Recensione
classica
Carolin Widmann e l'OPV

La stagione dell’Orchestra di Padova e del Veneto si conclude con un omaggio a Peter Maag, direttore principale dell’Orchestra veneta dal 1983 al 2001, nel centenario della nascita. Ad annunciarlo è l’attuale direttore artistico e musicale Marco Angius dal palco dell’Auditorium Pollini di Padova in apertura di una serata che accoglie il Concerto per violino di Alban Berg e l’Offerta musicale di Johann Sebastian Bach, due opere apparentemente distanti tra loro ma che custodiscono una serie di riferimenti e punti di contatto, come precisa lo stesso Angius durante l’incontro-anteprima. Sul palco dell’OPV, la violinista Carolin Widmann si presenta con un elegante abito bianco arricchito da alcune venature in nero, quasi a voler interpretare il capolavoro di Berg sin nella sua dedica alla figlia di Alma Mahler, “alla memoria di un angelo”. Già dalle prime note della serie dodecafonica che apre il Concerto, la solista si esprime con una cantabilità alquanto insolita per un’opera del Novecento, determinata in un suono apparentemente leggero ma capace di imprimersi al suo passaggio con penetrante espressività. Laddove l’orchestra sale di intensità, il violino si lascia sovrastare per spiccare successivamente in energiche arcate, quasi a interpretare lo struggimento che scorre nella musica di quest’opera. Strazianti passaggi virtuosistici, sempre ricchi di pathos, anticipano la citazione bachiana nel Corale finale dove la voce del violino si fa promotrice di una ricerca oltre la morte. Intenzioni confermate dalla stessa solista nell’incontro con il pubblico, che ha invitato ad abbandonarsi all’ascolto senza lasciarsi intimidire dalla presenza delle tecniche compositive adottate da Berg. Un invito che il pubblico sembra aver accolto con entusiasmo, a giudicare dai ripetuti richiami sul palco di questa straordinaria musicista, consacrato nel Dolce da un Fantasia di Telemann come fuori programma.

Rispetto al Concerto di Berg, l’orchestrazione di Igor Markevitch dell’Offerta Musicale di Bach è di quindici anni successiva. Qui l’orchestra è divisa in due sezioni poste ai lati del palco, con i solisti al centro pronti a raggiungere il clavicembalo per interpretare la Sonata, unico numero musicale presente in originale. Dopo la versione di Scherchen dell’Arte della fuga, Marco Angius prosegue la sua ricerca su Bach con questa orchestrazione, scandagliata da Gianluigi Mattietti nell’appuntamento delle Lezioni di Sabato al Liviano di Padova, accolta con successo dal pubblico che ha affollato l’Auditorium.

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