Bruxelles: Tito alla Mozartiade

La quinta edizione del festival Midsummer Mozartiade

La Clemenza di Tito (Foto Gael Bros Vandyck)
La Clemenza di Tito (Foto Gael Bros Vandyck)
Recensione
classica
Théâtre des Martyrs di Bruxelles
La Clemenza di Tito
20 Giugno 2021 - 27 Giugno 2021

Giunge alla quinta edizione e per la prima volta mette in scena un’opera seria di Mozart. Il Festival Midsummer Mozartiade di Bruxelles ha presentato quest’anno, infatti, La Clemenza di Tito con la solita formula, dal successo ormai rodato, di coinvolgere giovani artisti dotati in un allestimento essenziale, ma assai curato, nell’ambito di una settimana di spettacoli e conferenze che ruotano tutte intorno a Mozart. Un festival che è dunque anche un’occasione per scoprire ottime voci e, per i cantanti una palestra e un trampolino di lancio per la loro carriera come professionisti. Ad emergere  quest’anno in modo eclatante il mezzosoprano belga Pauline Claes, nel suo caso già con qualche anno di carriera alle spalle, che ha entusiasmato tutti per il suo Sesto dal fraseggio sicuro e chiarissimo e un’interpretazione accorata ed assai toccante. Sicuramente tra i migliori Sesto di oggi, a livello di professionisti ben più affermati. Al suo fianco, ad interpretare Vitellia il soprano Karen Vermeiren, voce importante, potente negli acuti ma che forza a volta un po’ troppo e che deve quindi lavorare ancora un po’ per guadagnare finezza , anche l’interpretazione è apparsa espressiva ma un po’ troppo sottolineata, con un effetto complessivo di poca naturalezza. Di buon livello e adatta alla parte poi la Servilia del soprano Laura Telly Cambier, mentre sono  un po’ piccole le voci di Julie Vercauteren come Annio, con poco colore scuro da mezzo,  e sopratutto quella del giovane tenore francese Enguerrand de Hys, quest’ultima  molto bella, morbida e melodiosa, ma non adatta alla parte finendo per disegnare un Tito più incline alle espressioni delle sue fragilità e dubbi che a quelle della sua regalità. L’autorità sembra averla invece tutta il Publio di Shadi Torbey, un piccolo ruolo a cui il bravo basso riesce a dare spessore e rilevanza facendosi notare. Complimenti comunque a tutti per la curata pronuncia italiana. Quanto all’allestimento è a firma di Eric Gobin che ha fondato il Festival Mozartiade insieme a Keith Tillotson che in questa Clemenza torna a cantare come basso nel piccolo coro. Rispetto alle precedenti edizioni, proporre un’opera seria ha chiaramente comportato qualche difficoltà in più  e qualcosa poteva essere meglio realizzata, come ad esempio la grande scena dell’incendio del Campidoglio, solo appena suggerita da luci rosse, e i costumi sopratutto delle parti maschili, evitando le mimetiche che appaiono tristi e fuori luogo, anche se Roma può essere intesa come un campo di battaglia del potere. La parte musicale è affidata all’Orchestre Royal de Chambre de Wallonie diretta dal maestro Gabriel Hollander, assai godibili alcune parti degli strumenti solisti, ma forse ci sarebbero volute un po’ più di prove per un più preciso affiatamento, e in particolar modo tra cast e orchestra. Nel complesso però uno spettacolo piacevole, elegante per un Festival la cui fama e importanza sta meritatamente crescendo anno dopo anno anche fuori Bruxelles.

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