Brunello riscopre Weinberg
All'Auditorium Arvedi di Cremona
12 marzo 2026 • 4 minuti di lettura
Auditorium Arvedi, Cremona
Bach-Weinberg: la giusta distanza
05/03/2026 - 06/03/2026“Devo a Gidon Kremer il mio primo incontro con la musica di Weinberg. Era il 2010 quando mi propose di dirigere con la sua Kremerata Baltica la Sinfonietta n.2 op.74. Pur frequentando da più di venti anni il mondo russo - amicizie, concerti a Mosca, San Pietroburgo.. - non avevo ma i sentito citare il nome di questo compositore, né incrociato la sua musica”.
È quanto scrive Mario Brunello nelle note al programma di sala per le due serate Weinberg – giovedì 5 e venerdì 6 marzo - in Auditorium Arvedi, Museo del Violino, Cremona.
Bach-Weinberg: la giusta distanza. Preludi e Sonate per violoncello solo è il progetto artistico presentato nell’ambito della rassegna “I Concerti della Stauffer” a conclusione del workshop tenuto nei giorni scorsi da Brunello, per la prima volta alla prestigiosa accademia cremonese. Una settimana intensa di studio e conoscenza di un repertorio “nuovo” cui hanno preso parte quattro bravissimi e giovanissimi violoncellisti – Chiara Kaufman, Giada Moretti, Mattia Midrio e Luís Dias Canali – allievi Stauffer protagonisti delle due serate Weinberg in Auditorium.
Un ciclo - quello delle quattro Sonate di Weinberg - che dopo tre secoli di musica può stare “alla giusta distanza” dalle monumentali sei Suite per violoncello solo di J.S.Bach.
Un Preludio, dalle prime quattro Suite di Bach, eseguito al violoncello da Brunello, precede ognuna delle quattro Sonate. Un gesto simbolico, quello del Maestro che, come passaggio del testimone, con gesto delicato e “la giusta distanza”, cede la musica ad ognuno dei quattro allievi.
Prima di ogni esecuzione Brunello si prende il tempo di raccontare al pubblico in sala la figura di Weinberg e le vicende che hanno segnato la sua vita. Nato a Varsavia nel 1919, naturalizzato russo, Weinberg è stato compositore prolifico. Oltre al ciclo delle 4 Sonate e dei 24 Preludi per violoncello solo, è autore di 22 Sinfonie, 17 Quartetti, 3 Sonate per violino solo, tre per viola, una per fagotto, una per tromba, oltre a sei Opere e tantissima musica per film. Sue le musiche di un capolavoro del cinema russo Quando volano le cicogne di Mikhail Kalatozov, palma d’oro a Cannes nel 1958.
Eppure, nonostante la mole e il valore del suo catalogo Weinberg è rimasto a lungo ai margini del grande repertorio. L’origine ebraica, la fuga dal ghetto di Varsavia durante l’invasione nazista, poi l’Unione Sovietica e altre persecuzioni…
Per comprendere la sua musica è fondamentale conoscere il contesto storico in cui è vissuto e si è formato, il teatro ebraico del ghetto di Varsavia di cui il padre fu direttore.
Musica yiddish, musica popolare polacca, russa… unita all’idea del racconto. Il teatro, dunque, si rivela chiave di lettura per la poetica di Weinberg.
E come Pirandello porta il teatro nel teatro – spiega Brunello – così Weinberg porta la musica nella musica. La sua è musica teatrale dove i temi, paragonati ai personaggi di una pièce, si raccontano.
Le due serate Weinberg si rivelano innanzitutto una “lezione” di storia della musica e di divulgazione che arricchisce e completa il progetto artistico. Poi le parole lasciano spazio alla Musica. Il Preludio dalla prima Suite in sol maggiore di Bach eseguito da Brunello introduce la prima delle quattro Sonate. Al carattere introspettivo dell’Adagio del primo movimento segue l’Allegretto con sordina. Tutti i movimenti veloci – l’Allegretto delle prime due, il Presto nella terza, l’Allegro finale nella quarta – prevedono l’uso della sordina. Quasi un racconto sottovoce, discreto, sussurrato.
Ogni Sonata evoca immagini. Se la Prima - Chiara Kaufman - delinea il carattere contraddittorio di un personaggio tragico, la Seconda (Giada Moretti esegue la seconda versione del 1977), lascia spazio ad una visione più teatrale. Citazioni di fanfare militaresche lasciano immaginare il gioco di un personaggio perdente, ironicamente eroico, nel quale un elemento di disturbo, un’allucinazione, prende il sopravvento. E poi il lirismo del terzo movimento, canzone popolare. Se la Terza - Mattia Midrio - è in quattro movimenti, “molto frammentati”, nella Quarta – Luís Dias Canali - immaginiamo frame di un film in bianco e nero.
Insomma quel che in generale cogliamo nell’opera di Weinberg è la ricchezza del materiale motivico, la continua ricerca tesa al racconto, l’introspezione autobiografica, forse, che indaga sull’essere uomo in una società, quella del Novecento, segnata da personali esperienze dolorose e travagliate.
Si concludono così le due serate Weinberg. Dell’esecuzione dei quattro allievi Stauffer lodiamo l’impegno e l’entusiasmo con cui hanno compreso ed eseguito l’integrale delle Sonate. C’è preparazione tecnica, maturità musicale… c’è il talento e la giovane età: Chiara Kaufman 21, Giada Moretti 20, Mattia Midrio 18, Luís Dias Canali 16!
Sinceri e calorosi gli applausi del pubblico in Auditorium per i quattro allievi e per lui, Mario Brunello, il Maestro