Bonsoir, Madame
È partito il tour estivo di Madame, che ha fatto tappa al Flowers Festival
08 luglio 2026 • 3 minuti di lettura
Parco della Certosa Reale, Collegno (TO)
Flowers Festival
06/07/2026 - 06/07/2026Alla fine le date saranno 19, con chiusura a metà settembre in Sicilia, prima a Palermo e poi a Taormina, senza dimenticare la data del 2 settembre a Vicenza, il ritorno a casa della ventiquattrenne enfant du pays Francesca Calearo in arte Madame.
A ben vedere, prima della data zero c'è quella che possiamo definire data meno uno, vale a dire l'esibizione di una dozzina di minuti durante il tradizionale concerto romano del Primo Maggio in cui ha presentato quattro brani di Disincanto e "Il bene nel male", canzone portata al Festival di Sanremo di tre anni fa.
Ci sono artisti che salgono sul palco per esibirsi e altri che lo fanno per mettersi a nudo. Madame ha fatto, a tratti, la seconda cosa, regalando ai 5.000 presenti una notte di alta intensità emotiva, sfociata - ripeto, a tratti - in pura connessione umana.
La cantautrice vicentina ha dimostrato perché è considerata una delle voci più originali, libere e probabilmente necessarie del panorama musicale italiano odierno.
La scaletta è un flusso che unisce la club culture elettronica, il rap con testi crudi e il cantautorato pop più raffinato. Madame parte forte, trascinando subito il pubblico nel suo universo con l'energia delle tracce estrapolate da Disincanto, il suo album uscito lo scorso aprile, per poi scavare nei sentimenti con la delicatezza e la violenza espressiva dei brani più intimisti.
Lo show ha cercato di rimanere in equilibrio tra l'energia urban-pop e momenti di intimità confessionale, poggiandosi sulle tematiche di rottura, frattura e rinascita che caratterizzano il suo ultimo lavoro.
Ho usato il termine confessionale non a caso: si chiama così infatti uno spazio che Madame dedica al dialogo col pubblico, invitato a confessare coram populo qualcosa di mai svelato prima. E qui il concerto si suicida, perché questo spazio dura praticamente un terzo dell'intera esibizione, con interventi che in breve tempo diventano una gara a chi la spara più grossa, tra avventure sessuali con una professoressa, esperienze bondage, racconti di coming out accolti da boati del pubblico, evidentemente desideroso di mostrarsi inclusivo quando in realtà - questa è la mia impressione - stava partecipando a una goliardata a uso e consumo degli spettatori più giovani, col solo risultato di spezzare in maniera non più recuperabile il ritmo del concerto, spingendomi a raggiungere l'auto parcheggiata all'esterno (questo ovviamente è il particolare meno importante).
Eh sì, cara Madame, i concerti hanno un ritmo e per la loro riuscita deve essere impostato e rispettato, e per il futuro mi sento di consigliare di lasciar perdere il tentativo maldestro di trasformarli in una sorta di terapia di gruppo.
In precedenza c'era già stato un momento a metà tra il divertente e l'imbarazzante quando, prima di eseguire "Puttana svizzera" con l'intervento di 6occia (brano che, lo confesso, mi diverte molto proprio per il suo testo che sfocia nel turpiloquio), Madame ha chiesto se ci fossero dei ragazzini tra il pubblico: non solo ce n'erano ma uno addirittura aveva 8 anni, evidentemente portato lì dai genitori; bene, non voglio fare il moralista d'accatto, ma tra questi genitori e la cosiddetta "famiglia del bosco" si riesce a trovare una via di mezzo?
Tornando a 6occia, si è presentato sul palco con la maglietta strepitosa che vedete a sinistra nella foto: immagino che il prezzo l'abbia resa inavvicinabile per i più - 40 euro di biglietto, 40 di maglietta, una ventina per le bevande ed ecco che il portafoglio si è alleggerito di 100 euro, ed è solo lunedì.
Il tour è appena iniziato, c'è tutto il tempo per migliorare alcuni particolari. Nel frattempo il concerto al Flowers Festival ha confermato Madame come una delle pochissime artiste nel panorama italiano capace di unire mondi apparentemente distanti - l'urban-pop di respiro internazionale e il cantautorato classico - mettendo in mostra una sua originalità.
Quella vista due sere fa è un'artista visibilmente cresciuta, più consapevole rispetto al passato recente e decisamente padrona del proprio spazio sul palco. Mi piacerebbe rivederla tra qualche mese, sono sicuro che l'apprezzerei di più.