Bohème, chiude la stagione lirica del Carlo Felice

Donato Renzetti dirige un cast giovane formato dagli allievi dell’Accademia di Perfezionamento del teatro genovese

RI

17 giugno 2026 • 2 minuti di lettura

Junpyo Kwon (Rodolfo) e Caterina Trevisan (Mimì) (Foto Marcello Orselli)
Junpyo Kwon (Rodolfo) e Caterina Trevisan (Mimì) (Foto Marcello Orselli)

Fondazione Carlo Felice, Genova

Boheme di Giacomo Puccini

16/06/2026 - 21/06/2026

Come è ormai tradizione da sei anni, il Carlo Felice ha riservato l’ultimo titolo della sua stagione lirica ai giovani cantanti dell’Accademia di Perfezionamento vocale creata nell’ambito dello stesso teatro.

Bohème è stata presentata in un allestimento prodotto al Carlo Felice nel 2011 dal regista Augusto Fornari e dallo scenografo Francesco Musante. Una ambientazione fiabesca: la soffitta dei quattro giovani artisti è costruita su un girevole che, ruotando come un carillon, lascia il posto al coloratissimo Caffè Momus. Fornari ha poi affiancato a ognuno dei protagonisti un bambino vestito nello stesso modo che ne ricorda la fanciullezza. Ed è significativo che nel finale, alla morte di Mimì i bambini vengano portati via su un carretto: i sogni sono finiti.

Sul podio Donato Renzetti, direttore emerito del Carlo Felice ha offerto una lettura interessante: un Puccini, il suo elegante, lirico, ricco di sfumature e di slanci drammatici. Una esecuzione impeccabile grazie anche alla attenta partecipazione dell’orchestra, del coro di adulti (diretto da Claudio Marino Moretti) e del coro di voci bianche (direttore Gino Tanasini).

Il cast era formato da Junpyo Kwon (Rodolfo), Davide Chiodo (Marcello), Shang Ju (Schaunard), Caterina Trevisan (Mimì), Sara Di Fusco (Musetta). Esterni all’Accademia, Vittorio De Campo, ottimo Colline e Andrea Porta, divertente Benoit.

Affidare un’opera popolare e complessa come Bohème a un cast di giovani alle prime armi è certamente un rischio, pur con una presenza autorevole e rassicurante come quella di Renzetti sul podio.

I giovani hanno reagito certamente bene, per buona volontà e capacità tecniche, lasciando intravvedere potenzialità interessanti. Naturalmente manca l’esperienza, le voci debbono ancora trovare il giusto volume e una più sicura padronanza vocale deve consentire una lettura più partecipata e meno scolastica.

Pubblico numeroso e calorosi applausi per tutti.