“Attesa e rinascita” al Teatro Verdi di Pordenone

La Gustav Mahler Jugendorchester n residence

GMJO con Denoke
GMJO con Denoke
Recensione
classica
Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone
GMJO "Attesa e rinascita"
30 Agosto 2020

Un’esclusiva italiana ed europea la residenza artistica della Gustav Mahler Jugendorchester di quest’anno nel luogo di affezione e creazione artistica che è il Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone. Un sodalizio che si rinnova per il quarto anno consecutivo, certamente riuscito nonostante le limitazioni che le circostanze impongono. Lo ha detto il direttore musicale del Verdi nonché pianista Maurizio Baglini a chiusura di una serata speciale. Quella di domenica 30 agosto con la GMJO in un intenso programma raccolto nel titolo “Attesa e Rinascita”, atto secondo della loro presenza in Friuli Venezia Giulia inaugurata il giorno prima con il concerto “Idillio della natura”.

Con loro, l’orchestra giovanile under trenta riconosciuta tra le migliori al mondo, figlia del genio e del credo di Abbado, c’erano il soprano Angela Denoke, il trombettista Martín Baeza-Rubio ed il pianista Maurizio Baglini, padrini d’arte che si sono alternati sotto la direzione di un impeccabile Tobias Wögerer.

Concerto aperto da Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, nella speciale versione cameristica per undici strumenti di Benno Sachs, idillio ideale e ragionata anticamera ad Erwartung di Schoenberg di cui Sachs era pupillo. Nella versione di Faradsch Karaew del 2004, il monodramma dell’attesa ha visto la straordinaria voce di Angela Denoke nelle vocalità dello sprechgesang, il canto parlato, inaugurato con quest’opera dal compositore viennese. Una prova riuscitissima per pathos e visione interpretativa, ricambiata da lunghissimi applausi e plurimi richiami sul palco.  

Brillante e giocoso il finale con il Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n. 1 in do minore op. 35 di Šostakóvič, con Baglini e Baeza-Rubio empatici con l’orchestra nell’esecuzione di questa composizione eclettica, sfavillante, eccentrica. Un regalo anche il bis con l’esecuzione per pianoforte e tromba di una composizione inedita di Šostakóvič dagli archivi reali di Spagna.

 

 

Alessio Screm

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