“Abesalom ed Eteri”, l’opera georgiana a Parma

L’opera di Zacharia Paliashvili per la prima volta al Teatro Regio parmigiano grazie alla collaborazione con il Tblisi Opera and Ballet State Theatre

AR

14 maggio 2026 • 3 minuti di lettura

Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)
Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)

Parma, Teatro Regio

Abesalom ed Eteri

09/05/2026 - 10/05/2026

Il Teatro Regio di Parma ha accolto sul suo palcoscenico per la prima volta Abesalom ed Eteri, opera in quattro atti di Zacharia Paliashvili su libretto di Petre Mirianashvili tratto dal poema medievale georgiano Eteriani. Un titolo – già proposto nel 2024 a Catania nel medesimo allestimento scenico ma con compagini strumentali e corali differenti e con libretto in edizione ritmica italiana – che si colloca nella Stagione d’Opera 2026 di Parma come esito della collaborazione con il Tblisi Opera and Ballet State Theatre, coordinata artisticamente da George Andguladze.

Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)
Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)

Il compositore Paliashvili, formatosi tra Tblisi e Mosca e figura centrale per le istituzioni musicali georgiane, iniziò a lavorare all’opera nel 1909, mentre la partitura andò in scena nel 1919, per poi consolidarsi in repertorio georgiano nella versione più breve tuttora eseguita.

Lo spettacolo riprende l’allestimento del Tblisi Opera and Ballet State Theatre con regia di Gocha Kapanadze, scene di Lumguli Murusidze, costumi di Ester Martin e coreografie di Rita Simsive affidate al Corpo di ballo Nanila. La regia sceglie un racconto leggibile, un poco didascalico e sostanzialmente tradizionale, con una gestione ordinata delle masse e un uso funzionale degli spazi, mentre scene e costumi delineano con semplicità il passaggio tra dimensione di corte e dimensione “naturale”.

Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)
Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)

La vicenda è costruita attorno all’amore fra Abesalom, principe erede, ed Eteri, giovane plebea oggetto di ostracismo da parte della matrigna: l’incontro nel bosco tra il principe e la giovane e la conseguente promessa di nozze sembrano aprire a un riscatto, ma Murman, visir innamorato di Eteri, ricorre a un dono stregato che la fa ammalare e ne causa l’allontanamento dalla corte. Seguono l’inganno che conduce al matrimonio forzato e il viaggio imposto dal principe a Murman per procurare acqua benedetta, possibile farmaco per lo stesso Abesalom, ammalatosi a causa della separazione da Eteri. Il finale, coerente con l’impianto tragico, conduce alla morte di Abesalom e al suicidio di Eteri, lasciando in primo piano un senso di fatalità più che di vera scelta.

Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)
Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)

Zaza Azmaiparashvili dirige un’Orchestra Domenico Scarlatti non sempre a fuoco, mentre più centrato appare il Coro del Tblisi Opera & Ballet State Theatre preparato da Avtandil Chkhenkeli. La lettura musicale punta a tenere insieme il profilo teatrale “all’europea” della partitura e i richiami – più o meno scoperti – a materiali melodici e ritmici di matrice popolare georgiana. L’andamento complessivo resta nel complesso scorrevole e proporzionato, con un funzionale controllo dei passaggi fra scene intime e numeri d’insieme.

Sul palcoscenico troviamo un cast di protagonisti vocalmente solido, con Tamar Lebanidtze (Eteri), Konstantine Kipiani (Abesalom) e Giorgi Lomiseli (Murman): Lebanidtze insiste sulla fragilità del personaggio, Kipiani tratteggia un Abesalom più lirico che assertivo, Lomiseli delinea un Murman cupo e ambiguo.

Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)
Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)

Il tratto più significativo è parso emergere dalla capacità dell’opera di Paliashvili di integrare in maniera coerente e funzionale elementi di sapore tradizionale in una forma teatrale di disegno classico-europeo senza ridurli a semplice ornamento, come è emerso, in particolare, nel momento del matrimonio e nelle scene seguenti, forse la parte più riuscita di una rappresentazione nel suo complesso comunque piacevole.

Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)
Abesalom ed Eteri (foto Roberto Ricci)

Un dato che è stato confermato anche dal variegato pubblico presente che, se non esauriva la sala del Regio, ha comunque salutato tutti gli artisti impegnati con grande generosità di applausi.