A Montpellier il suggestivo Pansori coreano contemporaneo

Per la prima volta in Francia, il famoso cantante e pianista di pansori Ko Yeong-yeol

AT

01 giugno 2026 • 4 minuti di lettura

Pansori coreano contemporaneo all'Opéra de Montpellier (Foto @OONM)
Pansori coreano contemporaneo all'Opéra de Montpellier (Foto @OONM)

Opéra, Montpellier

Pansori "Fuoco e Lacrime"

30/05/2026 - 30/05/2026

Dichiarato patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO, definito anche l’opera coreana, il pansori è una narrazione in musica tradizionalmente solo per voce e tamburo, con origini nel Seicento e legato allo sciamanismo. L’Opéra Orchestre national Montpellier Occitanie ha voluto ospitarnr uno per ampliare il proprio repertorio includendo culture extraeuropee e per celebrare i 140 anni di relazioni diplomatiche tra Francia e Corea. Inizialmente praticato nei villaggi e nelle fiere e poi amato anche a corte, nel corso del tempo il pansori si è evoluto e arricchito con la presenza di altri strumenti, praticato con un ventaglio per sottolineare i movimenti e comunicare significati, e da pratica solo maschile si è aperto anche alle donne. In linea con tale percorso di arte in continua evoluzione per adattarsi ai tempi, pur conservando la sua peculiare identità, in Francia è arrivato per la prima volta l’artista di pansori contemporaneo Ko Yeong-yeol che abbina una tecnica vocale tradizionale, con l’emissione di forti suoni gutturali, e arrangiamenti per pianoforte moderni, occidentali e romantici, delle melodie tradizionali, che suona lui stesso, accompagnato da Kim Jae-ha il suonatore di tamburo, il soribuk, entrambi in scena in abiti tradizionali, Con loro, invece in abiti occidentali, occhiali da sole, cravatta e scarpe rosse, Lee Gyu-jae, suonatore di daegum e di soribuk, due flauti di bambù tradizionali coreani, primo musicista a specializzarsi in flauto jazz presso il Seoul Institute of the Arts, bravissimo, che ha regalato degli interventi molto poetici e toccanti. All’Opéra Comédie di Montpellier, il trio ha presentato uno spettacolo dal titolo “Fuoco e lacrime” della durata circa 1 ora e 20 minuti per dare un assaggio del pansori che durano anche fino ad 8 ore, ma in questo caso gli artisti non volevano stancare la sala con uno spettacolo lungo di un genere nuovo. Invece il pubblico ha risposto con calore ed interesse, anzi si sarebbe voluto sentire di più.

Il pansori è una forma narrativa poetica in musica particolarmente intensa, con canto altamente espressivo. Se, come nell’opera occidentale, si possono distinguere arie e recitativi, la storia qui è tutta raccontata da un singolo cantante, il sorikkun, che incarna molteplici personaggi attraverso un'alternanza di narrazione, canto e performance teatrale con libertà di improvvisazione, sostenuto dal suo percussionista, il gosu. l cantante e pianista Ko Yeong-yeol è molto noto nel suo paese ed un gruppo di fan ha fatto il viaggio appositamente dalla Corea alla Francia per seguirlo e supportarlo. È rinomato proprio per aver rivitalizzato e fatto evolvere la musica tradizionale coreana (gugak), in particolare il pansori, per il quale propone un approccio unico di cui è stato pioniere: il piano byeongchang, una performance in cui l'artista canta e contemporaneamente suona il pianoforte, incorporando armonie occidentali e sonorità jazz che rendono questo genere tradizionale più moderno e accessibile a un pubblico più ampio, all'incrocio tra antiche tradizioni e tendenze contemporanee, tra Oriente e Occidente. Per sottolineare tale connessione con la modernità, lo spettacolo è stato accompagnato oltre che da proiezioni di delicatissime e raffinate stampe tradizionali coreane anche con, al contrario, fotografie in stile documentario dell’attualità coreana scattate da Pape San, fotografo franco-senegalese residente in Corea del Sud, il cui lavoro esplora momenti semplici, volti e luoghi della vita quotidiana e le connessioni tra memoria e modernità.

In "Fuoco e Lacrime", il fulcro del programma è stato Chunhyangga (in italiano: La storia di Chunhyang, la moglie fedele), uno dei cinque pansori tradizionali giunti fino a noi. È il più famoso e anche il più lungo, quindi le rappresentazioni moderne spesso prediligono una versione condensata di scene chiave, come è stato a Montpellier. Ma se tutti i coreani conoscono bene la vicenda, non è stato facile comprenderla a Montpellier, sopratutto la parte finale, perché la selezione ha prediletto le arie più belle e cariche di emozioni ed è venuto a mancare il lieto fine. Chunhyangga narra, infatti, la storia d'amore tra Chunhyang, figlia di una cortigiana, e Lee Mongryong, un giovane nobile. Dopo essersi incontrati e aver visto sbocciare il loro amore, Lee Mongryong torna nella sua città per studiare e, durante la sua assenza, un corrotto magistrato locale tenta di sedurre Chunhyang che lo respinge, lui la imprigiona e minaccia di morte, ma viene salvata da Lee Mongryong, con l'aiuto del suo fedele servitore, Bangja. Ko Yeong-yeol ha cantato, accompagnando la narrazione al pianoforte , tutte le parti, facendo emergere molto bene le emozioni di ogni personaggio, trasmettendone han (profonda tristezza), heung (gioia), dolori e difficoltà, con un lavoro sul respiro e sul sigim (l'ornamentazione vocale), utilizzando le armonie e le sonorità del pianoforte per ampliare le possibilità espressive. L'opera riflette i valori sociali e i principi morali della dinastia Joseon ma il valore universale del pansori risiede nella sua capacità di toccare profondamente l'animo umano, permettendoci di identificarci con personaggi che potrebbero sembrare lontani dalle nostre vite. Malgrado la lingua e il contesto culturale diverso, la verità delle emozioni trasmesse attraverso la voce, i gesti e la narrazione musicale, è stata pienamente compresa: non si è trattato di una semplice rappresentazione dell'arte tradizionale coreana ma si è condiviso sentimenti e creato una profonda connessione umana tra diverse culture. La versione mini di Chunhyangga è stata preceduta dall’esecuzione di alcune canzoni popolari coreane, dagli affascinanti suoni ancestrali, e per finire un applauditissimo omaggio alla Francia con l’esecuzione, in stile pansori, ma alla maniera romantica e moderna di Ko Yeong-yeol, della canzone “Les feuilles mortes” che Yves Montand ha reso famosa in tutto il mondo.