A Erice rivive “La donna ancora è fedele"
La prima esecuzione moderna dell’opera seicentesca con libretto di Domenico Filippo Contini e musica di Bernardo Pasquini ha chiuso la Settimana di Musica Antica con regia di Zuzana Vrbova e direzione di Fabio Bonizzoni
18 agosto 2026 • 5 minuti di lettura
Settimana di Musica antica, Erice
La donna ancora è fedele
04/08/2026 - 04/08/2026Conosciamo tutti l’opera di Mozart-da Ponte Così fan tutte scritta tra il 1789 e il 1790, ma già più di un secolo prima, durante il Carnevale del 1676 a Roma, al Teatro Rucellai al Corso, aveva debuttato un’opera, La donna ancora è fedele, dal libretto simile. Scritto da Domenico Filippo Contini (1669 ca - 1687) e musicato da Bernardo Pasquini (1637 – 1710), tratta di mettere alla prova la costanza di sentimento delle donne. L’opera riscoperta è stata messa in scena in conclusione della XXX Settimana di Musica antica di Erice, quest’anno interamente dedicata al periodo barocco, ed organizzata da MeMa, Mediterranean Music Association, e dall’Orchestra Barocca Siciliana (OBS) e inserita nel cartellone di Erice Estate 2026.
Nel Cortile di Palazzo Sales è andata così in scena, dopo 350 anni, in prima esecuzione moderna, una versione ridotta del lavoro, dall’intreccio assai complesso, in versione di opera studio ma sufficiente per rendersi conto della qualità del libretto e della musica. Si conoscono solo tre repliche (Ancona, 1680; Firenze, 1684; Perugia, 1686), ed un rifacimento napoletano del 1698, totalmente riscritto da Alessandro Scarlatti, poi più nulla. L’unica partitura pervenutaci è custodita presso la Biblioteca Universitaria Estense di Modena, ed è stata studiata da Luca Ambrosio nell'ambito della sua ricerca di dottorato conclusasi nel 2016 con la tesi Drammi, commedie e favole musicali all’ombra del Colosseo: modi, forme e contesti dell’opera a Roma tra 1668 e 1689. A 350 anni esatti di distanza dal primo allestimento, quindi, la redazione dell’edizione critica di partitura e libretto ha consentito finalmente a “La donna ancora è fedele" di tornare in vita e dopo Erice e poi Siracusa, previste repliche già anche in diversi altri paesi europei come in Spagna, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, grazie al sostegno del Ministero della Cultura, bando Boarding Pass Plus 2025-2027. I protagonisti dell’opera sono i giovani vincitori di un apposito concorso, tutti molto promettenti, con la parte musicale affidata all' Orchestra Barocca Siciliana con il maestro Fabio Bonizzoni, specialista del repertorio barocco, alla direzione e clavicembalo.
L'opera è una di quelle commedie in musica di argomento sentimentale destinate ad allietare l’ozio dei nobili romani all'interno dei loro palazzi oppure in teatrini effimeri annessi, quindi prevede poche scenografie, che possono essere sostituite anche da un salone antico, da un giardino oppure un cortile di palazzo, come ad Erice. Le scene di Danilo Coppola sono di conseguenza molto semplici, oggi anche per ragioni di trasporto in luoghi poco facilmente accessibili come il centro storico della cittadina trapanese, consistono ad alcune file di suggestive candela a limitare lo spazio scenico, qualche tenda a coprire gli ingressi, sedie e un tavolino dove scrivere quella lettera che si rivelerà fondamentale per chiarire gli inganni. Molto più elaborati i costumi di Stefania Federico che si rifanno a quelli d’epoca e sono molto curati anche nelle acconciature. La regia è stata affidata Zuzana Vrbova, una delle massime specialiste mondiali in gestualità barocca che ha tenuto pure ad Erice un corso apposito. Gesti molto eleganti per esprimere i sentimenti dei personaggio di più alto rango e levatura morale, solo enfatizzazione dei gesti quotidiani con movenze prive di grazia invece per la coppia di servitori.
La commedia, in tre atti, prevede infatti, come per la scene, un cast ridotto al minimo: due coppie di interpreti principali più una coppia di buffi. La trama anticipa quella di Così fan tutte di Da Ponte-Mozart, con la differenza che, oltre alle due coppie, non c’è il cinico Don Alfonso, ma è uno dei due amici, il cavaliere romano Alidoro, interpretato con un po’ di spavalderia dal tenore Roberto Manuel Zangari, che vuole mettere alla prova Florinda, ruolo affidato al soprano Marta Pacifici che conferisce am personaggio un intenso colore drammatico. Ma Florinda, altra differenza con Mozart-Da Ponte, non cede agli inganni e resta salda, fedele al suo amore per Alidoro. Anche se è stata indotta a credere che il suo amato è invece innamorato dell'amica Lisaura. il soprano Gaia Ammaturo molto elegante nei gesti e nel canto, che è invece innamorata di Roberto, l’altro cavaliere, amico di Alidoro che quest’ultimo ha spinto a fingersi innamorato di Florinda per metterla alla prova. Roberto è interpretato dal tenore Matteo Laconi che si è fatto ammirare per bel timbro dolce e ricco di sfumature, di spiccata musicalità. Gli inganni sono facilitati da Filandra, la vecchia balia di Florinda, che ascolta e riferisce rendendosi complice involontaria dell’inganno, interpretata con molta immedesimazione dal mezzosoprano ceco Iva Táborská, dizione italiana già molto buona. Ed infine c’è Selvino, il buon basso siciliano Antonino Arcilesi, il servitore di Alidoro che, com’è tradizione, si lamenta del lavoro, finirà per sposare la balia e alla fine si scopre che non è il vero padre di Florinda, quest’ultima è quindi nobile non solo d’animo ma anche di natali. La trama complicata, in realtà, è ben comprensibile grazie al buon libretto di Domenico Filippo Contini ed i tre atti scorrono veloci inframezzati da due balli, slegati dal resto della commedia come si usava allora per gli intermezzi, che qui sono stati affidata alla ballerina Carla Favata specializzata in danze storiche. Musicalmente l’intreccio è sostenuto con brio e precisione da un piccolo ensemble di due clavicenbali, tiorba, contrabbasso, violoncello, viola e due violini. Se Roberto minaccia di venire alle armi contro Alidoro, le due donne si affrontano invece molto più sottilmente con le parole e molto godibile è, in particolare, il duetto tra Florinda e Lisaura, sia musicalmente che vocalmente, con un bel gioco di frasi musicali, battute e gesti uguali e contrastanti. Dopo l’intensa aria finale di Florinda, applausi calorosi per tutti.
Molti interessanti anche altri momenti della Settimana Barocca 2026, dal concerto di apertura dedicato alla nascita del violoncello come voce solista trasformandolo da strumento d'accompagnamento a protagonista, attraverso le musiche di Dall’Abaco, Lanzetti, Scarlatti, Barrière, Biber, Galuppi e Boccherini; agli intermezzi buffi dedicati ai piaceri del vino in altre commedie in musica romane di fine Seicento; a La danse du rou soleil con costumi d’epoca; alla Vivaldiana per rendere omaggio al Prete rosso.