Un Mozart ritrovato a Parigi

Un manoscritto autografo inedito, nascosto per oltre due secoli tra le collezioni della Bibliothèque nationale de France, rivela sette brevi pezzi per flauto e arpa composti durante il soggiorno parigino del 1778

SN

21 giugno 2026 • 2 minuti di lettura

Il manoscritto mozartiano alla BnF (Foto Kenzo Tribouillard / AFP)
Il manoscritto mozartiano alla BnF (Foto Kenzo Tribouillard / AFP)

A oltre due secoli dalla sua morte, Wolfgang Amadeus Mozart continua a sorprendere il mondo. La Bibliothèque nationale de France (BnF) ha annunciato la scoperta di un manoscritto autografo inedito del compositore austriaco: un piccolo quaderno musicale di 44 pagine contenente sette brevi brani per flauto e arpa, rimasto inosservato per secoli tra le collezioni del Dipartimento di Musica della grande biblioteca parigina.

Il ritrovamento è avvenuto quasi per caso. A individuarlo, durante una ricognizione dei fondi manoscritti nel febbraio scorso, è stato il musicologo François-Pierre Goy. Sfogliando quelle pagine, il ricercatore ha riconosciuto immediatamente alcuni tratti caratteristici della grafia mozartiana: le chiavi di violino leggermente inclinate, il disegno delle parentesi musicali e le doppie stanghette finali, dettagli che hanno fatto nascere il sospetto di trovarsi davanti a un documento straordinario. La successiva verifica da parte di specialisti internazionali, tra cui Armin Brinzing del Mozarteum di Salisburgo, ha confermato l'autenticità del manoscritto.

La composizione risale al 1778, anno in cui Mozart soggiornò a Parigi, tra marzo e settembre, nel tentativo di affermarsi nella capitale francese. Proprio in quel periodo il musicista frequentò la famiglia del duca di Guînes, abile flautista e mecenate, la cui figlia Marie-Louise-Philippine era una promettente arpista e allieva dello stesso Mozart. Gli studiosi ritengono che i sette brani siano legati a questo contesto domestico e didattico: non tutte le annotazioni, infatti, sembrano essere di pugno del compositore, e alcune potrebbero appartenere proprio alla giovane allieva.

La scoperta ha un valore particolare anche dal punto di vista musicale. Mozart infatti dedicò pochi lavori al flauto e all'arpa. Il celebre Concerto per flauto e arpa in do maggiore del 1778 è rimasto per secoli quasi un unicum nel suo catalogo. Questi sette nuovi pezzi, pur di dimensioni modeste e destinati probabilmente a un ambiente privato, ampliano dunque un repertorio raro e prezioso. Resta ancora un mistero il percorso che ha portato il manoscritto fino alla BnF. L'ipotesi più accreditata è che sia giunto nelle collezioni nazionali durante le confische rivoluzionarie del 1794, quando numerosi beni appartenenti alla famiglia Guînes furono sequestrati dopo la fuga in Inghilterra dei proprietari.

Questo brano inedito, registrato questa settimana alla Maison de la Radio et de la Musique, sarà eseguito per la prima volta in pubblico il 21 giugno in occasione della Festa della Musica nella Sala Ovale della BnF Richelieu da due musicisti dell’Orchestra Filarmonica di Radio France: Mathilde Calderini, primo flauto solista, e Nicolas Tulliez, arpista. Il concerto segnerà anche la presentazione in anteprima del manoscritto. Alcuni estratti del concerto saranno trasmessi nel programma mattutino di France Musique lunedì 22 giugno a partire dalle ore 8, mentre il concerto sarà trasmesso integralmente il 22 giugno alle 15:00 nel programma Relax! in occasione di una puntata speciale dedicata a Mozart a Parigi.