Un festival non da tre soldi

Un nuovo festival umbro presenta in prima esecuzione italiana un’operina di Kurt Weill e altre rarità

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Lorna Windsor e  Antonio Ballista
Lorna Windsor e Antonio Ballista

 

 

Nasce un nuovo festival, il “Festival NON da tre soldi”, che gioca con il titolo della famosissima L’opera da tre soldi di Brecht e Weill, che NON verrà rappresentata, però si avrà la prima esecuzione italiana di Zaubernacht (Notte magica), il primo lavoro teatrale di Kurt Weill, una pantomima per bambini della durata di circa un’ora, scritta prima del folgorante incontro con Brecht. Sarà eseguita il 31 agosto nel Chiostro di San Francesco a San Gemini, con la direzione di Fabio Maestri, il soprano Patrizia Polla e l’Ensemble In Canto. All’esecuzione della pièce di Weill verranno interpolate delle filastrocche originali scritte per questa occasione dalla scrittrice Sandra Petrignani.

Prima di Zaubernacht, si potranno ascoltare altre musiche di Weill, tratte da L’opera da tra soldi e da Happy End e riunite sotto il titolo “Quanti denti ha il pescecane? Storie di mendicanti, pirati e cannoni”: sarà il debutto di Lucilla Galeazzi in questo repertorio, con Silvia Paparelli al pianoforte. È questo l’appuntamento più importante del festival, che si svolgerà dal 17 agosto al 4 settembre nei chiostri di San Gemini, Amelia e Collescipoli, tre località in provincia di Treni.

Weill sarà presente anche in alcuni altri concerti del festival, la cui programmazione molto varia offre ascolti inusuali, raffinati ed interessanti.

L’inaugurazione, il 17 agosto, ripropone la musica di Amintore Galli, compositore ma anche musicologo e giornalista, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento: sue liriche da camera saranno eseguite dai cantanti Bruna Tredicine, Danilo Formaggia e Massimo Simeoli, con Catia Capua al pianoforte; introdurrà il musicologo Paolo Patrizi.  Certamente le canzoni di Tenco, Dalla, Endrigo, Paoli e Daniele non sono delle rarità sconosciute, ma verranno suonate da Eugenio Renzetti e Luca Berardi in insoliti adattamenti per trombone e chitarra (18 agosto).

Saltando direttamente agli ultimi concerti, l’1 settembre Andrea Corsi, primo fagotto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e il clavicembalista Gabriele Catalucci eseguono musiche del barocco italiano (il rarissimo Giovanni Antonio Bertoli), francese (Corrette) e tedesco (Bach).

Il 2 è la volta del violoncellista Luca Pincini e della pianista Gilda Buttà, per decenni stretti collaboratori di Ennio Morricone, che per loro ha scritto molta musica per il cinema e per la sala da concerto: suonano naturalmente Morricone, ma anche di Piazzolla e a Bacalov e di due grandi della scuola francese, Fauré e Debussy.

Il 3 il ben noto duo formato dal soprano Lorna Windsor e dal pianista Antonio Ballista presenta il Weill del periodo americano ed altri autori di quello stesso contesto, quali Gershwin, Berlin e Porter.

Il festival si conclude il 4 con uno dei migliori violinisti italiani, Vincenzo Bolognese (1° violino di spalla dell’Opera di Roma), che affronta un vertice del virtuosismo di ogni tempo, i ventiquattro Capricci di Paganini.

 

 

 

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