Un altro Mazeppa: la sfida romantica (e dimenticata) di Clémence de Grandval

Bru Zane Label riscopre un’opera dimenticata che dialoga, da un’altra prospettiva, con la più celebre opera di Čajkovskij dedicata all’eroe cosacco

SN

23 marzo 2026 • 3 minuti di lettura

In collaborazione con Palazzetto Bru Zane

Tassis Christoiannis (Mazeppa)_Münchner_Rundfunkorchester
Tassis Christoiannis (Mazeppa)_Münchner_Rundfunkorchester

C’è un altro Mazeppa, meno noto ma non meno affascinante di quello firmato da Pëtr Il'ič Čajkovskij. A riportarlo alla luce è Bru Zane Label, che con il volume 46 della collana «Opéra français» pubblica la prima registrazione mondiale dell’opera di Clémence de Grandval . Non si tratta soltanto di una curiosità discografica, ma di un contributo rilevante alla riscoperta del repertorio romantico francese e, più in generale, del ruolo delle compositrici nella storia musicale europea.

Mazeppa cover
Mazeppa cover

Questo progetto si inserisce infatti nel lavoro sistematico del Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, impegnato da anni nella valorizzazione di opere dimenticate tra Settecento e Novecento. In tal senso, il recupero di Mazeppa assume anche un significato simbolico: quello di restituire visibilità a una compositrice che, pur celebrata in vita, è stata progressivamente esclusa dai repertori.

Nata nel 1828 in una famiglia aristocratica della Sarthe, Clémence de Reiset crebbe in un ambiente ricco di stimoli artistici. Tra le figure che segnarono la sua formazione spiccano Frédéric Chopin, modello costante per la sua sensibilità musicale, e Camille Saint-Saëns, sotto la cui guida affinò le proprie competenze compositive. Dopo il matrimonio con Charles-Grégoire de Grandval, si dedicò con decisione alla composizione, ottenendo riconoscimenti in diversi ambiti: dalla musica da camera all’oratorio, fino al teatro lirico, spesso firmato con pseudonimo. Figura influente nella vita musicale parigina, fu insignita del Prix Rossini nel 1880 e del Prix Chartier nel 1890.

Composta al termine della sua carriera e rappresentata per la prima volta nel 1892 al Grand Théâtre di Bordeaux, Mazeppa può essere considerata il coronamento del suo percorso artistico. L’opera, accolta inizialmente con entusiasmo per la sua forza drammatica e la qualità della scrittura, non riuscì però a imporsi nei grandi teatri parigini e finì per essere dimenticata nel giro di pochi decenni, complice il mutare del gusto musicale.

07_05_ 1892 mazeppa
07_05_ 1892 mazeppa

Il libretto, ispirato a una figura storica già ampiamente mitizzata, mette in scena la parabola del cosacco Ivan Mazeppa, tra ambizione politica e tragedia personale. Rifugiatosi in un’Ucraina segnata dalla guerra, il protagonista intreccia la propria sorte con quella di Matréna, giovane donna combattuta tra amore e lealtà familiare. Attorno a loro si muovono personaggi dominati da passioni contrastanti: Iskra, animato da un feroce desiderio di vendetta, e Kotchoubey, figura autoritaria e implacabile che incarna la giustizia e al tempo stesso la condanna. Tra intrighi, tradimenti e scontri armati, l’opera conduce progressivamente verso una catastrofe inevitabile, in cui la caduta di Mazeppa assume i contorni di una tragedia esemplare. La struttura in cinque atti permette un equilibrio efficace tra scene spettacolari e momenti più intimi, in cui emergono i conflitti interiori dei protagonisti.

La scrittura di Grandval si distingue per la capacità di coniugare tensione teatrale e raffinatezza musicale: l’orchestra svolge un ruolo attivo, sottolineando i contrasti drammatici e contribuendo alla definizione psicologica dei personaggi, mentre le parti vocali alternano slancio lirico e incisività declamatoria.

La registrazione, realizzata nel gennaio 2025 al Prinzregententheater di Monaco di Baviera, restituisce pienamente la varietà di questa partitura. Sul podio, Mihhail Gerts guida con energia e precisione la Münchner Rundfunkorchester e il Chor des Bayerischen Rundfunks, mentre il cast riunisce interpreti di primo piano: Tassis Christoyannis nel ruolo del protagonista, Nicole Car (Matréna), Julien Dran (Iskra), Ante Jerkunica (Kotchoubey) e Paweł Trojak (l’Archimandrita). L’esecuzione mette bene in luce la varietà della scrittura, capace di alternare grandi scene corali a duetti intensi e momenti di forte introspezione.

Come di consueto per la collana «Opéra français», l’edizione si presenta in un cofanetto di due CD accompagnato da un volume di oltre 150 pagine, con saggi musicologici e il libretto nell’originale francese e in traduzione inglese. La registrazione è anche disponibile nelle maggiori piattaforme digitali con materiali accessibili online.

In un panorama dominato dai titoli più celebri, questa pubblicazione come le altre della collana «Opéra française» invita a esplorare strade meno battute. E se il nome Mazeppa richiama inevitabilmente il capolavoro di Čajkovskij, questa incisione dimostra quanto sia stimolante ampliare lo sguardo: quello di Clémence de Grandval è un Mazeppa diverso ma capace di restituire con forza e sensibilità un capitolo dimenticato del teatro musicale europeo.