Al ROF 2026 il nuovo Siège de Corinthe di Livermore e il ritorno di L’occasione fa il ladro e La scala di seta
Inoltre Il viaggio a Reims con i giovani dell’Accademia Rossininana e vari concerti, tra cui spicca quello in omaggio a Flórez per i trent’anni dal suo debutto a Pesaro.
05 maggio 2026 • 3 minuti di lettura
Un nuovo allestimento di Le Siège de Corinthe inaugurerà la 47a edizione del Rossini Opera Festival, che si svolgerà a Pesaro dall’11 al 23 agosto 2026. È un nuovo allestimento che celebrerà i duecento anni dalla prima assoluta di questa tragédie lyrique (rifacimento del Maometto II del 1820) avvenuta all’Opera Parigi il 9 ottobre 1826. Lo dirigerà Carlo Rizzi e i protagonisti saranno Adrian Sâmpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cléomène), Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra), Maxim Mironov (Néoclès), Simón Orfila (Hièros). La regia è affidata a Davide Livermore, che firmerà così la sua sesta produzione per il festival pesarese.
Gli altri spettacoli riproporranno regie ormai storiche, che sono diventata dei simboli del ROF. Il 12 andrà in scena la farsa L’occasione fa il ladro, unica regia firmata per il Festival di Pesaro dell’indimenticabile Jean-Pierre Ponnelle. Sul podio questa volta salirà il giovane Alessandro Bonato. Nella compagnia di canto figurano Manuel Amati, Damiana Mizzi, Dave Monaco, Matteo Mancini, Martiniana Antonie e Giuseppe Toia.
Il 13 sarà riproposta un’altra delle farse composte dal giovane Rossini per Venezia, La scala di seta, che riprende un altro allestimento che si può definire storico, quello del firmato da Damiano Michieletto. In palcoscenico esperti cantanti rossiniani affiancheranno giovani promesse: sono Enrico Iviglia, Hasmik Torosyan, Mara Gaudenzi, Alasdair Kent, Iurii Samoilov e Paolo Bordogna. Il direttore è il messicano Iván López-Reynoso, che quand’era giovanissimo - nel 2014 - ha diretto a Pesaro IL viaggio a Reims “dei giovani” e ora svolge una brillante carriera internazionale. La quarta opera in cartellone è proprio Il viaggio a Reims, diretto questa volta dall’italo-russo Sieva Borzak. La regia è quella di Emilio Sagi, che dal 2001 viene riproposta quasi ad ogni edizione del ROF e non invecchia mai. I cantanti sono i giovani dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”.
Tra i concerti spicca Flórez 30, che il 18 agosto celebrerà i trent’anni dal debutto a Pesaro di Juan Diego Flórez, beniamino dei rossiniani di tutto il mondo e non solo dei rossiniani, perché il suo repertorio si è molto ampliato nel corso degli anni. Infatti alternerà Rossini a Massenet, Gounod, Offenbach e Verdi. Dirigerà lo spagnolo Guillermo García Calvo. Avranno invece un accompagnamento pianistico i quattro Concerti di Belcanto, affidati alle voci di Matteo Mancini e Giuseppe Toia (14 agosto), Dave Monaco (17 agosto), Adrian Sâmpetrean (20 agosto) e Simón Orfila (22 agosto). Il 15 agosto torna Rossinimania, un altro appuntamento tradizionale del festival: ne sarà protagonista il chitarrista Eugenio Della Chiara, il cui concerto è intitolato Rossini à Paris.
Il festival si chiuderà il 23 agosto con l’esecuzione dello Stabat Mater (ovviamente quello di Rossini) con le voci di Vasilisa Berzhanskaya, Anna-Doris Capitelli, Dmitry Korchak e Adrian Sâmpetrean e il direttore venezuelano Domingo Hindoyan, recentemente nominato direttore principale della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e direttore musicale della Los Angeles Opera.
Tutti gli spettacoli e concerti si avvarranno dei complessi “in residence”, che anche quest’anno come negli ultimi anni sono l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno.
Le sedi dei concerti e degli spettacoli saranno il Teatro Rossini e - in tre sole occasioni, ovvero Le siège de Corynthe, Florez30 e lo Stabat Mater - l’Auditorium Scavolini: quindi tutti gli appuntamenti si svolgeranno nel centro di Pesaro e non ci si dovrà più trasferire fuori città per raggiungere il palazzo dello sport.