Tre palcoscenici per l’Accademia Filarmonica Romana
Presentata la nuova stagione di concerti e spettacoli della bisecolare istituzione musicale della capitale
29 maggio 2026 • 4 minuti di lettura
Il presidente stesso dell’Accademia Filarmonica Romana, Paolo Baratta, si è stupito quando ha contato che quella che andava ad annunciare era la stagione n. 205 di questa illustre istituzione musicale, antica se si guarda alle date ma modernissima se si guarda alla sua attività attuale, che nella prossima stagione propone non solamente concerti ma anche lezioni-concerto, balletti e spettacoli musicali di vario genere. A guidarci alla scoperta di questo folto programma è stato il direttore artistico Domenico Turi.
Cominciamo dai concerti di maggior richiamo, che si svolgeranno all’Argentina, un teatro storico che nei secoli passati ha ospitato le prime esecuzioni di tante opere liriche, tra cui quella burrascosa del Barbiere di Siviglia. Il primo concerto della prossima stagione in quella sede, il 5 novembre 2026, segnerà la rinascita dei Solisti della Filarmonica, ridando così vita ad un progetto varato nel 1993 da Giuseppe Sinopoli. È un gruppo strumentale di formato variabile, costituito da giovani musicisti romani, tutti legati in qualche modo alla Filarmonica. Tra loro Aron Chiesa, primo clarinetto del Teatro alla Scala, e Bianca Fiorito, flauto dei Münchener Philharmoniker. E inoltre i membri del Quartetto Werther (vincitore negli scorsi anni del Premio Burri e del Premio Farulli assegnato dalla Critica musicale Italiana), un eccellente solista qual è il fisarmonicista Samuele Telari e altri ancora. In questo concerto saranno diretti dal giovane e promettente italo-russo Sleva Borzak nella Sinfonia n. 4 di Mahler, in una nuova riduzione per piccola orchestra. Saranno ancora i Solisti della Filarmonica, ma in formazione diversa, a chiudere il 22 aprile 2027 la serie di concerti all’Argentina, con il Sestetto n. 1 di Brahms e l’Ottetto di Mendelssohn
Tre concerti saranno affidati ai musicisti “in residenza” presso l’Accademia, che si sono fatti già apprezzare nelle due precedenti stagioni e che ora giungono alla fine di questo loro rapporto triennale con la Filarmonica. Sono la pianista ucraina Anna Fedorova, il pianista Filippo Gorini e il duo Enrico Dindo - Andrea Lucchesini: nei tre loro concerti è presente almeno un’opera di Ludwig van Beethoven, di cui nel 2027 ricorrono i duecento anni dalla morte.
Alla musica del periodo barocco sono dedicati due concerti. Per quello del 22 dicembre ci si trasferisce per un’unica sera al Teatro Valle, un altro storico teatro romano, dove ebbero la loro prima esecuzione La cenerentola di Rossini e Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. In questo teatro, che riaprirà nei prossimi mesi dopo una lunga chiusura per lavori di restauro, si terrà il concerto di Natale: in programma I pastori di Gerusalemme del compositore italiano (nonostante il cognome) Giovanni Girolamo Kapsberger, nato a Venezia nel 1580 circa. Il Concerto dei Cavalieri diretto dal fondatore Marcello Di Lisa dedicherà il suo concerto a un altro veneziano, Antonio Vivaldi. SI ascolteranno le inevitabili Quattro Stagioni - ma soltanto le prime due, La Primavera e L’estate - a cui saranno accostati concerti vivaldiani più rari, tra cui i due scritti rispettivamente “per la solennità della lingua di Sant’Antonio” e “per la solennità di San Lorenzo”.
Alcuni concerti si distinguono per qualche aspetto un po’ bizzarro. Ritorna “a grande richiesta” la ventinovenne percussionista francese Adelaide Ferrière, acclamata già nel 2025 dal pubblico della Filarmonica. Il suo concerto (4 febbraio) spazia attraverso nove autori dei secoli ventesimo e ventunesimo, da Philipp Glass al messicano Javier Alvarez, dalla giapponese Michio Kitazume a Meredith Monk, Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2025. La settimana successiva il baritono olandese Thomas Oliemans canta Winterreise, il capolavoro liederistico di Schubert e una delle vette del romanticismo musicale. La particolarità è che Oliemans canterà e contemporaneamente si accompagnerà suonando il pianoforte, come talvolta avveniva nelle case borghesi dell’Ottocento, a cui era destinato questo intimistico genere musicale.
Due ensemble cameristici completano la serie di concerti al Teatro Argentina. Uno è un giovane trio, che sta rapidamente affermandosi grazie anche alle sue vittorie in importanti concorsi internazionali. Originariamente si chiamava Trio Chagall, ma nel 2024 ha deciso di cambiare il suo nome in Trio Concept. L’altro ensemble è il ben noto Quartetto Prometeo, che eseguirà Schubert e una novità assoluta di Ivan Fedele intitolata Rizhom eins.
Su un altro palcoscenico, quello del Teatro Olimpico, si svolgerà la stagione di danza, aperta il 30 settembre da Astor, un secolo di tango, spettacolo del Balletto di Roma dedicato ad Astor Piazzolla. La stessa compagnia tornerà a dicembre per il tradizionale appuntamento natalizio con Lo Schiaccianoci, nella coreografia di Mario Piazza. Inoltre il NoGravity Theatre con Avantgarde, una coreografia di Emiliano Pellissari. A febbraio ritorneranno i Momix, rafforzando una collaborazione con la Filarmonica che dura da oltre quarant’anni. L’Olimpico accoglierà anche vari spettacoli teatrali, tra cui Fratello sole, sorella luna, versione teatrale della sceneggiatura originale dell’omonimo film di Franco Zeffirelli.
Last but not least la Sala Casella ospiterà numerosi concerti cameristici, cominciando il 17 settembre con il primo di quattro appuntamenti in collaborazione con la Fondazione William Walton di Ischia e finendo il 17 aprile con il terzo dei concerti in collaborazione con la Società Umanitaria di Milano. Inoltre per la serie “Lezioni di musica” cinque concerti dedicati alla storia del pianoforte dalla metà del Settecento a oggi affidati ai pianisti Constantino Mastroprimiano, Andrea Lucchesini, Alessandro Stella e Erik Bertsh, con la conduzione del musicologo Giovanni Bietti.