Torna la musica al Teatro Verde sull’Isola di San Giorgio
Dopo anni di restauri promossi dalla Fondazione Giorgio Cini, il celebre teatro di verzura veneziano riapre agli spettacoli dal vivo con Cries, un concerto-spettacolo presentato dalla Biennale Teatro
05 giugno 2026 • 3 minuti di lettura
Dopo anni di attesa, la musica torna a risuonare al Teatro Verde dell’Isola di San Giorgio Maggiore, uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti della scena culturale veneziana. Il 9 e 10 giugno l’anfiteatro accoglierà Cries, concerto-spettacolo inserito nel programma della Biennale Teatro 2026 diretta da Willem Dafoe, segnando il ritorno degli spettacoli dal vivo nello spazio progettato da Luigi Vietti e inaugurato nel 1954. Il Teatro Verde deve il suo nome alle siepi di ligustro che rivestono gli schienali delle gradinate in pietra rosa di Verona, elemento che lo rende un raro esempio di “teatro di verzura”, perfettamente integrato nel paesaggio dell’isola e nella laguna di Venezia, che ne costituisce la quinta naturale. Negli ultimi anni la Fondazione Giorgio Cini ha promosso un lungo e complesso programma di recupero, reso possibile dal sostegno della Maison Cartier, per restituire piena funzionalità a un’architettura esposta alle difficili condizioni dell’ambiente lagunare. Dopo gli interventi sulle sedute dell’anfiteatro e sulle strutture di accesso, il più recente restauro ha interessato il grande palcoscenico in trachite e pietra d’Istria, riportandone alla luce la qualità materica e il raffinato disegno geometrico originario.
Fin dalla sua inaugurazione, il Teatro Verde è stato un crocevia internazionale di arti sceniche e musicali. Nel 1954 ospitò la stagione estiva del Teatro La Fenice con Resurrezione e vita, spettacolo costruito su musiche veneziane rinascimentali elaborate da Virginio Mortari, cui seguì l’Arianna di Benedetto Marcello, entrambe con la regia di Orazio Costa e la direzione di Gianandrea Gavazzeni, e due concerti sinfonici con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Dimitri Mitropoulos. Negli anni il palcoscenico di San Giorgio Maggiore ha accolto numerose produzioni internazionali di prosa e danza ma la musica ha sempre occupato un ruolo centrale, contribuendo a costruire il prestigio di questo spazio, capace di ospitare fino a 1.500 spettatori. La lunga collaborazione con la Biennale di Venezia ha inoltre consolidato la vocazione internazionale di questo spazio: memorabile, tra le altre, la creazione Parabola di Carolyn Carlson nel 1999, che trasformò San Giorgio in un’isola dedicata alla danza contemporanea.
Gli ultimi grandi appuntamenti musicali prima della sospensione delle attività si sono svolti tra il 2013 e il 2014, quando il Teatro Verde ospitò artisti come Patti Smith, i Kings of Convenience e il progetto che vide insieme Ludovico Einaudi e Paolo Fresu. Nel 2022 il Teatro Verde è stato aperto alle visite ma non aveva ancora accolto spettacoli. Oggi, a distanza di oltre un decennio, il ritorno della musica coincide con Cries, il concerto-spettacolo ideato da Christos Stergioglou e Alexandros Drakos Ktistakis presentato nell’ambito della Biennale Teatro. Il lavoro dà voce alla sofferenza umana e alle esperienze di schiavitù, sradicamento e migrazione che attraversano i secoli, intrecciando testi ispirati a Euripide, Giorgos Seferis, Bertolt Brecht, Manolis Anagnostakis, Nikiforos Vrettakos e Warsan Shire. Più che una semplice rappresentazione, Cries si propone come un rito contemporaneo capace di mettere in dialogo memoria e presente, tradizione e sperimentazione. Un evento dal forte valore simbolico, che riporta il Teatro Verde al centro della scena culturale internazionale e ne inaugura una nuova stagione.