Scompare Georg Mönch

Il violinista di origine ceca era noto soprattutto per le sue interpretazioni di lavori contemporanei

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Georg Mönch
Georg Mönch

Il violinista Georg Mönch è scomparso lo scorso 30 gennaio all’età di 84 anni. Nato a Praga nel 1936 da genitori russi, Mönch si era formato nello studio del violino in Paraguay e Argentina, dove aveva debuttato con il direttore Juan José Castro. Si era quindi trasferito in Italia per studiare con Remy Principe e aveva trascorso in seguito un periodo in Francia per proseguire gli studi con Henryk Szeryng. In Italia, il paese dove ha svolto la maggior parte della carriera di violinista, aveva debuttato in concerto con Bruno Maderna come direttore e in seguito si era esibito con direttori come Michael Gielen, Milan Horváth, Marcello Panni, Lukas Foss, Richard Dufallo e Stefan Reck. Violinista dal repertorio molto vasto ma noto soprattutto per le sue interpretazioni di lavori contemporanei, Mönch è stato ospite di istituzioni musicali importanti come il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, le Berliner Festwochen, l’Holland Festival, il Teatro alla Scala e l’Accademia di Santa Cecilia. Vari compositori, fra questi Elliot Carter e Aldo Clementi, hanno dedicato a Mönch delle loro composizioni da lui eseguite in prima assoluta.

Fra le sue numerose registrazioni si ricordano la prima registrazione dei 6 Capricci per violino solo di Salvatore Sciarrino per la Fonit Cetra e l’integrale delle composizioni per violino e pianoforte di Béla Bartók con il pianista Massimiliano Damerini per Etcetera.

 

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