Bologna Festival 2026
Dal 15 aprile al 9 dicembre la 45a edizione della manifestazione che ospiterà alcune tra le più autorevoli realtà della musica mondiale
09 marzo 2026 • 2 minuti di lettura
Le istituzioni musicali sono oggi chiamate a coniugare la tutela della tradizione e la promozione della contemporaneità, a ripensare il senso del fare cultura in un contesto segnato da profonde trasformazioni sociali e a rinnovare le modalità di relazione con il pubblico, con particolare attenzione alle nuove generazioni e al dialogo tra dimensione internazionale e radicamento territoriale. In questa prospettiva si colloca il Bologna Festival che, giunto alla quarantacinquesima edizione, conferma anche nel 2026 una visione unitaria e fortemente progettuale, concependo la musica come esperienza conoscitiva, luogo di confronto tra linguaggi, epoche e interpretazioni, e strumento di connessione tra le arti e le culture.
La programmazione si sviluppa come un racconto coerente che attraversa l’intera storia della musica, dal barocco alla nuova creazione, includendo tradizioni extraeuropee e linguaggi di confine, con riletture che guardano al futuro. Dal 15 aprile al 9 dicembre si avvicendano alcune delle più autorevoli personalità della scena internazionale, tra cui Simon Rattle con la Chamber Orchestra of Europe, Daniel Harding alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Piotr Anderszewski con la Münchener Kammerorchester, Teodor Currentzis con la Utopia Orchestra e Thomas Hengelbrock con diverse formazioni. Accanto alle grandi compagini orchestrali, il Festival ospita solisti di primo piano, fino al recital conclusivo di Lang Lang, affiancando a interpreti affermati una significativa presenza di giovani talenti. Ampio spazio è riservato anche alla ricerca e alla creazione contemporanea, con nuove commissioni, e alla collaborazione con le principali realtà musicali bolognesi.
Come sottolinea la sovrintendente e direttrice artistica Maddalena da Lisca, il Bologna Festival prosegue il proprio cammino con l’obiettivo di essere parte viva della città, dialogando con i suoi luoghi e rivolgendosi a pubblici diversi attraverso percorsi che intrecciano grandi repertori, riscoperte, nuove creazioni e attività formative, nel rispetto della sostenibilità economica e della responsabilità sociale. La musica viene così intesa come strumento di inclusione, relazione e crescita collettiva. Una visione condivisa anche dal sindaco Matteo Lepore, che riconosce nel Festival una delle espressioni più rappresentative dell’identità culturale di Bologna, capace di coniugare tradizione e innovazione, valorizzazione dei giovani e apertura internazionale.
Il progetto è reso possibile dal sostegno delle istituzioni pubbliche, dei partner e dei mecenati che accompagnano il Festival nel suo impegno pluridecennale, confermandone il ruolo di riferimento nel panorama musicale italiano ed europeo e la capacità di interpretare la cultura come infrastruttura essenziale della comunità.
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