Ruth Mackenzie lascia lo Châtelet

La decisione del secondo teatro lirico parigino sarebbe legato a problemi manageriali e finanziari della direzione artistica

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Ruth Mackenzie e Thomas Lauriot (Foto Helene Pambrun)
Ruth Mackenzie e Thomas Lauriot (Foto Helene Pambrun)

Con un laconico comunicato il parigino Théâtre du Châtelet ha annunciato la fine del mandato di Ruth Mackenzie come direttore artistico del teatro. Secondo quanto riportato dall’Agence France Presse, la decisione sarebbe dovuta a problemi manageriali e finanziari: “C’era un problema manageriale con il personale e uno finanziario legato a una stagione artistica insufficiente. C’è stata una indagine interna condotta da un organismo indipendente che ha portato al suo allontanamento” secondo quanto ha dichiarato una fonte interna. L’insoddisfazione per la gestione della britannica Mackenzie covava da tempo nel secondo teatro lirico della capitale francese e, secondo la fonte, sarebbe stato lo stesso Consiglio di amministrazione del teatro a chiedere a Mackenzie di abbandonare l’incarico. Fra i possibili motivi di attrito ci sarebbe l’ingente debito accumulato dal suo insediamento (si parla di circa 3 milioni di euro) e l’ampio ricorso a risorse esterne a scapito delle professionalità interne del teatro, finanziato in gran parte dal Comune di Parigi. I problemi, comunque, riguarderebbero solo Ruth Mackenzie poiché per ora Thomas Lauriot rimane confermato alla direzione generale del teatro.

La gestione breve e controversa di Ruth Mackenzie era iniziata ufficialmente alla fine del mandato del predecessore Jean-Luc Choplin nel 2017, ma soltanto nel 2019 era diventata pienamente operativa a causa dei lunghi lavori di restauro della storica sala parigina. Violente critiche si erano abbattute sulla sua prima, ambiziosa proposta artistica allo Châtelet, DAU, un contestatissimo progetto immersivo immaginato come viaggio in 30 anni di storia dell’Unione Sovietica, ma non meno critiche si erano attirate varie produzioni della sua prima stagione “completa”, interrotta precocemente a causa della pandemia, accusata fra l’altro di non avere una linea artistica coerente e scarse produzioni proprie. Prima dell’infelice esperienza allo Châtelet, la sessantatreenne Ruth Mackenzie aveva guidato con successo la Scottish National Opera fra il 1997 e 1999, il Festival internazionale di Manchester fra il 2006 e 2007, le Olimpiadi culturali di Londra nel 2012 e l’Holland Festival dal 2014 al 2018.

 

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