Ruben Xhaferi vince il Premio Venezia

Il ventunenne veneto conquista la 42ª edizione del concorso pianistico della Fenice. A Pierpaolo Buggiani il secondo premio, dedicato ad Alfredo Casella, mentre Emanuele Nazzareno Piovesan si aggiudica il riconoscimento intitolato a Mario Messinis

SN

12 ottobre 2026 • 2 minuti di lettura

Ruben Xhaferi (Foto: Michele Crosera)
Ruben Xhaferi (Foto: Michele Crosera)

È Ruben Xhaferi il vincitore della 42ª edizione del Premio Venezia. Il pianista, nato a Dolo (Venezia) nel 2005 e diplomato con il massimo dei voti, la lode e menzione d’onore al Conservatorio Giovanni Battista Martini di Bologna, si è aggiudicato il primo premio del concorso promosso dalla Fondazione Amici della Fenice. Al secondo posto si è classificato Pierpaolo Buggiani, del Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca, mentre il terzo premio è andato a Emanuele Nazzareno Piovesan, del Conservatorio Giacomo Puccini di Gallarate. Inoltre, quarto classificato è risultato Massimiliano Soriente e quinta Nausicaa Pace.

Il risultato premia tre giovani pianisti che nella prova finale aperta al pubblico nella Sala grande del Teatro La Fenice hanno affrontato programmi diversi per epoca, linguaggio e impegno tecnico, dopo essere emersi dalla selezione iniziale fra 42 candidati. Xhaferi ha presentato un programma che accostava La cathédrale engloutie di Claude Debussy, dal primo libro dei Préludes, ai dodici Études op. 10 di Fryderyk Chopin. Una prova che ha convinto le giurie tecnica e popolare e che coniugava varietà timbrica e controllo del suono con una scrittura pianistica di notevole complessità, mettendo in gioco tanto la sensibilità interpretativa quanto la padronanza tecnica.

Il programma di Buggiani si muoveva fra Ottocento e Novecento, dalla Fantasia in fa diesis minore op. 28 di Felix Mendelssohn alla Bagatelle sans tonalité di Franz Liszt, fino alla Sonata n. 2 in re minore op. 14 di Sergej Prokof’ev. Nato a Empoli nel 2006, Buggiani ha completato gli studi al Conservatorio di Lucca con il massimo dei voti, la lode e menzione d’onore, sotto la guida di Carlo Palese.

Piovesan, anch’egli nato nel 2006 e diplomato con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, ha scelto invece Miroirs di Maurice Ravel, ciclo che riunisce cinque pagine fra le più raffinate e impegnative della scrittura pianistica francese: Noctuelles, Oiseaux tristes, Une barque sur l’océan, Alborada del gracioso e La vallée des cloches. I suoi maestri sono Irene Veneziano e Konstantin Bogino.

I tre finalisti del Premio Venezia 2026 (Courtesy ufficio stampa del Teatro La Fenice)
I tre finalisti del Premio Venezia 2026 (Courtesy ufficio stampa del Teatro La Fenice)

Il primo premio prevede borse di studio per un totale di 28 mila euro e una serie di concerti presso importanti istituzioni internazionali. Il secondo, intitolato ad Alfredo Casella, assegna 21 mila euro; il terzo ammonta a 18.500 euro e porta da quest’anno il nome di Mario Messinis, musicologo, critico musicale del Gazzettino e già direttore artistico del Settore Musica della Biennale di Venezia e sovrintendente del Teatro La Fenice, scomparso nel 2020. L’intitolazione voluta dalla Fondazione Amici della Fenice rende omaggio a una figura centrale della vita musicale veneziana e lega la sua memoria al sostegno delle nuove generazioni di interpreti.

Si chiude così l’edizione numero 42 del Premio Venezia, che conferma ancora una volta la propria vocazione, cioè offrire ai migliori diplomati dei Conservatori italiani un’occasione di confronto pubblico e un sostegno concreto all’avvio della carriera concertistica.