Palais Garnier chiuderà per cinque anni causa lavori
La presenza di piombo nella torre scenica costringe l'Opéra national de Paris a rivedere il calendario della ristrutturazione prevista: slittano i lavori a Bastille e aumentano le incognite organizzative ed economiche
04 luglio 2026 • 2 minuti di lettura
Il vasto piano di ammodernamento dell'Opéra national de Paris subisce una profonda revisione. Palais Garnier, che avrebbe dovuto chiudere per due anni a partire dall'estate del 2027, resterà invece inaccessibile per cinque anni, fino al 2032. A determinare il cambio di programma è la presenza di una quantità di piombo nella torre scenica molto superiore a quanto inizialmente previsto, una criticità emersa nel corso degli studi preparatori che rende necessario un intervento di bonifica più complesso e lungo. I lavori interesseranno il cuore tecnico dello storico teatro inaugurato nel 1875. L'obiettivo resta quello di modernizzare completamente le attrezzature sceniche, ormai obsolete, adeguandole agli standard contemporanei di sicurezza e funzionalità. Tuttavia, le operazioni di rimozione del piombo impongono protocolli particolarmente rigorosi, con tempi inevitabilmente più lunghi rispetto alle previsioni originarie.
Le conseguenze non riguardano soltanto il Palais Garnier. L'intero programma di ristrutturazione dei due principali teatri dell'Opéra national de Paris viene infatti ridefinito. Il cantiere dell'Opéra Bastille, inizialmente previsto tra il 2030 e il 2032, dovrà essere posticipato almeno al 2033. La scelta è dettata dalla necessità di mantenere sempre operativa almeno una delle due sedi, evitando la chiusura contemporanea dei teatri e consentendo all'istituzione di proseguire l'attività artistica.
Il rinvio dei lavori a Bastille rappresenta però un problema non secondario. Anche il teatro inaugurato nel 1989 necessita infatti di interventi considerati urgenti, soprattutto per il rinnovo delle infrastrutture tecniche, sottoposte a oltre trent'anni di utilizzo intensivo. Lo slittamento prolunga quindi la permanenza di impianti ormai datati e costringe la direzione a rivedere la pianificazione degli investimenti.
L'allungamento dei tempi comporta inevitabilmente nuove incognite sul piano economico e gestionale. Un cantiere che passa da due a cinque anni è destinato ad aumentare i costi complessivi dell'operazione, già stimati in diverse centinaia di milioni di euro per i due edifici, e richiederà una complessa riorganizzazione delle stagioni liriche e di balletto. Anche le visite al Palais Garnier potrebbero subire limitazioni molto più estese rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, con ripercussioni anche sul turismo culturale e sulle entrate dell'Opéra.